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Fotovoltaico, nel 2025 l’Italia autoconsuma 12,4 TWh: un quarto dell’energia solare resta dove nasce

L'ultimo rapporto del GSE sul solare italiano mostra l’autoconsumo copra il 28% della produzione fotovoltaica nazionale e oltre la metà di quella degli impianti che consumano in loco. Industria e residenziale pesano per il 72%, Lombardia in testa

autoconsumo fotovoltaico

Lo scorso anno gli italiani hanno autoconsumato 12.415 GWh di energia fotovoltaica, cioè elettricità prodotta dai propri impianti e usata direttamente sul posto, senza passare dalle reti di trasmissione e distribuzione.

Il dato emerge dal report del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sul fotovoltaico 2025 e fotografa un segmento che pesa sempre di più nel sistema elettrico. Lo fa a pochi giorni da un altro report altrettanto importante: quello sul consumo di suolo dell’ISPRA, che ha puntato i riflettori sulle potenzialità dei tetti solari in Italia. E anche se un impianto sul tetto non è obbligatoriamente sinonimo di autoconsumo, i dati dovrebbero essere letti insieme.

Autoconsumo fotovoltaico: cresce il GWh, diminuisce la quota

Il GSE indica che l’autoconsumo rappresenta il 28% della produzione fotovoltaica totale italiana, pari a 44.243 GWh netti su un complesso di 45.001 GWh lordi. Questo valore aumenta però nettamente se si isolano gli impianti destinati all’uso proprio, la cui produzione netta lo scorso anno è stata di 23.764 GWh: per questo specifico gruppo la quota autoconsumata sale infatti al 52,2%, confermando che i sistemi progettati per soddisfare i propri fabbisogni impiegano direttamente sul posto oltre la metà dell’energia generata.

Vale la pena notare come il dato dell’energia solare autoconsumata sia cresciuto anche se di poco rispetto al 2024.

Due anni fa, infatti, gli autoconsumi FV valevano circa 10.701 GWh, valore che allora risultava pari al 30,2% della produzione netta complessiva degli impianti fotovoltaici e al 56,4% della produzione netta dei soli impianti che autoconsumano. In altre parole la crescita del parco nazionale è avvenuta soprattutto sulle spalle dei grandi impianti, quelli per intenderci la cui finalità è rivendere l’energia sui mercati piuttosto che soddisfare direttamente specifici fabbisogni.

In questo contesto appare essenziale valutare il potenziale dei solar roofs; secondo il rapporto sul consumo di suolo firmato ISPRA/SNPA esiste un potenziale di 193 GW sviluppabili sulle coperture edilizie nazionali, potenziale che ben si presta a lasciare parte dell’energia generata esattamente là dove è stata prodotta.

I picchi di consumo

L’andamento mensile racconta bene il rapporto tra sole e consumi. In valore assoluto il picco è ovviamente a luglio, con 1.603 GWh, seguito da giugno (1.518 GWh) e agosto (1.243 GWh). Il minimo è a gennaio, con 523 GWh.

La quota percentuale consumata segue però la logica opposta. In inverno, quando la produzione è bassa, quasi tutto ciò che viene generato viene consumato subito: 69% a gennaio, 64% a febbraio, 67% a dicembre. Nei mesi di maggior irraggiamento, invece, la percentuale scende, con il 44% di maggio e di agosto, perché la produzione supera i consumi contemporanei e la parte eccedente viene immessa in rete. A luglio la quota si attesta al 52%.

Industria e famiglie: il 72% dell’autoconsumo

La ripartizione per segmento economico mostra due protagonisti. L’industria autoconsuma 4.626 GWh, il 37,3% del totale, a fronte di una produzione lorda del comparto di 23.155 GWh. Per le sole imprese manifatturiere, l’energia fisicamente autoconsumata vale un beneficio economico stimato di 855 milioni di euro.

Seguono le famiglie, con 4.307 GWh (34,7%) su una produzione lorda di 9.755 GWh: qui il rapporto tra autoconsumo e produzione è il più alto fra i settori, circa il 44%, contro il 20% circa dell’industria. Il beneficio economico stimato per il residenziale è di 1.202 milioni di euro.

Il terziario si ferma a 2.662 GWh (21,4%) con 8.414 GWh di produzione lorda, mentre l’agricoltura conta 819 GWh (6,6%) su 3.677 GWh prodotti.

La geografia dell’autoconsumo fotovoltaico

A livello regionale primeggia la Lombardia con 2.231 GWh, seguita da Veneto (1.532 GWh) ed Emilia-Romagna (1.305 GWh): le prime tre regioni assorbono da sole circa il 41% dell’autoconsumo nazionale. Dietro, il Piemonte con 977 GWh, poi un gruppo ravvicinato composto da Puglia (757), Lazio (743) e Sicilia (739). Chiudono la parte alta della classifica Campania (654) e Toscana (636).

In coda si trovano la Basilicata (122 GWh), la Liguria (112), il Molise (52) e la Valle d’Aosta, che con 17 GWh registra il valore minimo. Le due province autonome contano 192 GWh (Bolzano) e 167 GWh (Trento).

Gli accumuli 2025

A fine 2025 risultano installati 884.191 sistemi di accumulo, il 20% in più rispetto al 2024, per una capacità complessiva di 10.992 MWh. Circa il 95% è concentrato nel residenziale, dove il 47% degli impianti domestici dispone di una batteria: questi impianti rappresentano il 54,6% della potenza del settore.

Il GSE precisa che i dati si riferiscono esclusivamente all’autoconsumo fisico diretto in loco. Restano quindi fuori dalle statistiche le forme di autoconsumo diffuso o virtuale, come quelle previste per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

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About Author / Matteo Spagnolo

Matteo Spagnolo è un CEO con esperienza pluriennale nella guida di team e progetti ad alto impatto in cinque paesi: Italia, Germania, Spagna, Canada e Stati Uniti. Manager internazionale, determinato e orientato ai risultati, con una forte passione per le imprese guidate da uno scopo e capaci di generare valore per le persone e il pianeta. Ha ricoperto ruoli di leadership diretta nelle aree operations e sales, guidando processi complessi e team internazionali in contesti corporate e altamente competitivi. In Technogym ha gestito le attività operative e commerciali per la Business Unite principale del mercato nordamericano, con responsabilità su budget multimilionari e sulla riorganizzazione delle strategie go-to-market. Ha maturato inoltre esperienze significative in Hewlett Packard Enterprise e Oracle, con focus su strategie di crescita e gestione della domanda. È in possesso di un Executive Certificate in Operations del MIT Sloan School of Management. Attualmente è CEO di Orthodrome Group e Rinnovabili, testata giornalistica specializzata in energia e sostenibilità. Guida l’espansione nazionale e internazionale del brand, lo sviluppo di nuove business unit e l’innovazione dell’intero modello aziendale.