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Europa, 11 miliardi per la sicurezza elettrica: costi, rischi e inefficienze nel nuovo report ACER

Il rapporto ACER evidenzia criticità strutturali nei capacity market UE, carenze di coordinamento e nuovi rischi per l’equilibrio del sistema elettrico.

Sicurezza approvvigionamento elettrico in UE: i dati ACER
Sicurezza approvvigionamento elettrico in Europa: i dati ACER – Immagine realizzata con IA

11 miliardi di misure per la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico

Nel 2024 l’Unione europea ha speso quasi 11 miliardi di euro per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico, secondo il nuovo rapporto ACER, l’Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia. Le interruzioni di corrente hanno registrato una durata media inferiore alle due ore e nessun blackout è stato causato dalla mancanza di risorse.

Tuttavia, i costi dei meccanismi di capacità hanno raggiunto 6,5 miliardi di euro. Si tratta di più del doppio rispetto al 2020, mentre solo il 29% dei pagamenti è andato a tecnologie a basse emissioni. Il report evidenzia anche una forte frammentazione dei sistemi nazionali, con quasi 40 misure di sicurezza attive nell’UE e una scarsa coordinazione regionale.

Aumento dei costi : +6,5 mld per i capacity market UE

I meccanismi di capacità pesano sempre di più sui bilanci energetici europei. Nel 2024 il costo complessivo ha raggiunto 6,5 miliardi di euro, rispetto ai 2,6 miliardi del 2020. In diversi Paesi i prezzi d’asta mostrano una convergenza minima: il valore più alto, registrato in Irlanda, è risultato dieci volte superiore a quello di alcune aste francesi.

Questa dispersione segnala inefficienze strutturali nei sistemi di approvvigionamento. Il report evidenzia anche che la crescente partecipazione di batterie e demand response tende a ridurre i prezzi, mentre aste sottodimensionate o prive di concorrenza possono farli salire fino ai limiti massimi. In alcuni casi, come in Polonia, procedure con quantità di capacità sovrastimate hanno portato ad assegnazioni a prezzi massimi anche quando erano disponibili risorse più economiche.

Solo il 29% dei fondi ai bassi impatti

L’analisi ACER mostra che solo il 29% dei pagamenti dei capacity market UE sostiene tecnologie a basse emissioni, mentre il gas continua a dominare i contratti a lungo termine. Le centrali a gas saranno ancora fondamentali nel 2035, quando copriranno il 30% della domanda di picco, nonostante il calo previsto dell’11% dei consumi di gas nel settore elettrico.

L’ingresso del limite di 550 gCO₂/kWh ha iniziato a ridurre il ruolo di carbone e petrolio, ma deroghe come quella concessa alla Polonia mantengono in vita impianti ad alte emissioni. In Germania il network reserve continua a remunerare 6,4 GW di carbone duro, con contratti già estesi almeno fino al 2031, evidenziando come misure parallele ai capacity market possano rallentare il percorso di decarbonizzazione.

Flessibilità elettrica: 15 Stati attivi e costi previsti in aumento

La flessibilità elettrica emerge come nuovo pilastro per integrare rinnovabili e bilanciare il sistema. Nel 2024 erano già 15 gli Stati membri con misure di sostegno alla flessibilità e gli investimenti previsti entro il 2030 superano 2,6 miliardi di euro. Le batterie di rete rappresentano la quota principale dei progetti remunerati.

Tuttavia, le prestazioni delle batterie dipendono dalla durata. Dispositivi da 2 ore risultano efficaci per eventi brevi, ma offrono un contributo limitato quando gli episodi di scarsità superano le 10 ore. Così, ad esempio, è previsto in Germania dove le ore critiche potrebbero triplicare tra il 2026 e il 2030. Questo porta ACER a raccomandare valutazioni integrate di adeguatezza e flessibilità, per evitare misure che risolvono solo problemi nel breve periodo.

Il ruolo dell’ERAA e i rischi di lungo periodo

L’adeguatezza del sistema elettrico viene stimata a diversi orizzonti temporali e il confronto tra valutazioni europee e nazionali evidenzia differenze significative. Nel breve periodo i rischi restano bassi: nessun allarme di adeguatezza è stato attivato nel 2024. Ma nel lungo termine l’ERAA segnala potenziali criticità. Queste ultime sono dovute soprattutto all’incertezza sui dati dei Piani nazionali energia e clima e alla necessità di migliorare la qualità delle previsioni.

Una maggiore uniformità dei metodi di calcolo e l’uso coerente degli scenari ERAA potrebbero ridurre fino al 70% la capacità addizionale richiesta. Questo porterebbe ad un risparmio significativo per gli Stati membri. Questa stima deriva dal confronto tra dimensionamento isolato e coordinato dei capacity market, uno degli elementi centrali del report.

Cooperazione regionale debole: solo il 10% dei piani include misure congiunte

Sul fronte della sicurezza a livello regionale, ACER rileva una forte frammentazione. Sebbene il 95% degli Stati membri disponga di meccanismi di scambio informativo, solo il 10% ha predisposto misure coordinate di gestione delle crisi e assistenza transfrontaliera. I piani di preparedness mostrano livelli di implementazione molto diversi e scarsa attenzione alle interdipendenze tra elettricità e gas.

Alcuni Paesi, come Germania e Spagna, hanno avviato percorsi di cooperazione settoriale, centralizzando il coordinamento di elettricità e gas sotto un’unica autorità. Ma la maggior parte dell’UE resta indietro rispetto agli obblighi della regolamentazione vigente.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.