Grande Diga Rinascimento, potrebbe arrivare l’intesa tra Egitto, Sudan ed Etiopia

Il controverso progetto etiope del mega impianto idroelettrico sul Nilo Azzurro ha da sempre visto Egitto e Sudan contrari, nel timore che le rispettive riserve idriche fossero messe in pericolo. Tuttavia, entro il prossimo 15 gennaio potrebbe arrivare un accordo sulla gestione della diga per preservare la sostenibilità del fiume.

Grande Diga Rinascimento
Credits: Maatkare da Pixabay

Dopo anni di tensioni e controversie, i tre paesi si incontrano a Washington per lavorare insieme sulla Grande Diga Rinascimento

 

(Rinnovabili.it) – Sembrano placarsi le tensioni tra Egitto e Sudan, da una parte, ed Etiopia, dall’altra, sulla Grande Diga Rinascimento, il progetto del mega impianto idroelettrico sul Nilo Azzurro (un affluente del Nilo) nella regione etiope di Benishangul-Gumuz, al confine con il Sudan. La portata del progetto etiope, infatti, aveva particolarmente spaventato i paesi a valle della deviazione, Egitto e Sudan, che da subito avevano avanzato proteste sulla costruzione della diga nel timore che potesse danneggiare il bacino idrico del Nilo e, di conseguenza, intaccare le loro – già scarse – riserve d’acqua.

 

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Nonostante la lunga diatriba, risalente al 2013, a novembre di quest’anno i ministri degli Esteri di Egitto, Etiopia e Sudan hanno concordato di lavorare insieme per risolvere la loro disputa sulla diga da 4 miliardi di dollari entro il 15 gennaio 2020, dopo aver incontrato a Washington il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Steven Mnuchin e il presidente della Banca mondiale David Malpass. Dopo un ulteriore incontro tenutosi domenica scorsa, i tre paesi sono ora in attesa di un’ultima riunione, che dovrebbe tenersi il 13 gennaio ancora una volta nella capitale statunitense, durante la quale cercheranno di finalizzare un accordo per risolvere la lunga controversia.

 

L’amministrazione americana ha ufficialmente invitato le tre parti a discutere tra loro dopo la richiesta dell’Egitto di individuare un mediatore esterno e neutrale. In un primo momento, Addis Abeba aveva respinto l’idea, accusando l’Egitto di tentare di eludere il processo. Tuttavia, a Washington i tre ministri degli Esteri hanno concordato sulla necessità di lavorare congiuntamente per capire in che modo la Grande Diga Rinascimento funzionerà durante i periodi di siccità. Nel frattempo, a gennaio, i ministri per le Risorse idriche dei tre paesi avranno incontri paralleli nella capitale etiope.

 

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Al termine dell’incontro di Washington, il ministro sudanese Yasser Abbas ha dichiarato che, sebbene ci siano delle differenze di opinioni su alcune questioni specifiche riguardanti la Grande Diga Rinascimento, “c’è una generale convergenza di punti di vista”. Il Sudan, in particolare, ha proposto un tempo specifico per il riempimento del bacino idrico e sta lavorando per una definizione condivisa di ‘siccità continua’. Il ministero egiziano, d’altro canto, ha affermato che i tre paesi stanno cercando di raggiungere un accordo congiunto per la gestione della diga, tale da “preservare la sostenibilità del fiume e il reciproco vantaggio”. Tuttavia, non sono ancora arrivati commenti ufficiali da parte dell’Etiopia.

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