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Hydrogen Adige Valley: l’idrogeno verde e fotovoltaico nel trasporto pubblico altoatesino

Un investimento da 35 milioni di euro finanziato dal PNRR punta su bus a idrogeno e fotovoltaico. Resta aperto il confronto con l’elettrico su costi, complessità e benefici ambientali reali

Hydrogen Adige Valley: l’idrogeno verde e fotovoltaico nel trasporto pubblico altoatesino
Immagine fornita da SASA

Il Trentino Alto Adige accelera sull’idrogeno verde: l’esperimento Hydrogen Adige Valley

Il Trentino Alto Adige consolida il proprio ruolo nella transizione energetica investendo ancora una volta sull’idrogeno verde. Con il progetto Hydrogen Adige Valley (HAV), il territorio altoatesino ha avviato infatti una sperimentazione su scala significativa che intreccia produzione locale di idrogeno verde, fotovoltaico e trasporto pubblico.

Un’iniziativa ambiziosa da 35 mln di euro promossa da SASA e Alperia, insieme alla Provincia Autonoma di Bolzano, che individua nell’idrogeno pulito, uno dei vettori strategici per la decarbonizzazione dei trasporti difficilmente elettrificabili.

Un impianto dimensionato sul TPL

Il cuore dell’Hydrogen Adige Valley sorgerà a Bolzano Sud, con un impianto di elettrolisi da 2 MW in grado di produrre almeno 430 kg di idrogeno al giorno. Una capacità coerente con il fabbisogno stimato per una parte della flotta di autobus a celle a combustibile, che verranno riforniti nelle stazioni previste a Bolzano e Merano.

A supporto, è prevista la realizzazione di un impianto fotovoltaico dedicato da circa 1,5 MW di potenza di picco, con una producibilità annua stimata in 1,89 GWh. Tuttavia, solo una quota dell’energia rinnovabile prodotta sarà destinata direttamente all’elettrolisi, mentre il resto verrà immesso in rete.

Idrogeno o elettrico?

La strategia altoatesina si basa su un approccio tecnologicamente aperto: autobus elettrici per alcune tratte, idrogeno per altre. Una scelta che risponde alle specificità territoriali – linee extraurbane, pendenze, percorrenze elevate – ma che comporta anche una maggiore complessità gestionale.

Flotte diversificate significano infrastrutture multiple, costi di manutenzione più elevati e necessità di formazione specifica del personale. In un contesto in cui l’elettrico a batteria continua a ridurre costi e a migliorare prestazioni, resta aperta la domanda su quale sarà, nel lungo periodo, il ruolo reale dell’idrogeno nel trasporto pubblico su gomma.

Una sperimentazione che guarda oltre il TPL

Secondo i promotori di Hydrogen Adige Valley, una volta consolidata la fase pilota, le stazioni di rifornimento a idrogeno potranno essere aperte anche a operatori privati e al trasporto merci. Un passaggio cruciale per migliorare la sostenibilità economica dell’infrastruttura, ma che dipenderà dalla reale domanda di mercato e dalla disponibilità di veicoli a idrogeno competitivi. Il completamento è previsto entro il 30 giugno 2026.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.