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Via libera al piano francese da 4 mld per l’idrogeno low carbon

La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme UE in materia di aiuti di Stato, il programma francese a sostegno della produzione di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio

Via libera al piano francese da 4 mld per l’idrogeno low carbon
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4 mld di euro per l’H2 francese a basse emissioni

Un programma “necessario e opportuno” con “impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi commerciali all’interno dell’UE”. Con queste motivazioni ieri, 23 marzo, la Commissione Europea ha approvato, ai sensi delle norme comunitarie sugli aiuti di Stato, il nuovo regime incentivante della Francia a favore dell’idrogeno a basse emissioni.

Un intervento del valore di 4 miliardi di euro che mira a rendere la versione low carbon del vettore competitiva con quella di origine fossile per un periodo di 15 anni. In che modo? Offrendo contributi alla produzione assegnati tramite aste con l’obiettivo dichiarato di sviluppare nei propri confini circa 1 GW di capacità elettrolitica.

“Questo programma francese a sostegno dell’idrogeno a basse emissioni di carbonio – ha commentato Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva – rappresenta un passo importante per rafforzare il futuro industriale pulito dell’Europa. Gli aiuti sosterranno i progetti più convenienti, riducendo al minimo le distorsioni della concorrenza e degli scambi nel mercato interno”.

La Stratégie nationale hydrogène

Il regime incentivante è parte della Stratégie nationale hydrogène, lanciata nel 2020 ma aggiornata lo scorso aprile 2025 per far fronte a una serie di cambiamenti strutturali che stanno interessando il mercato dell’H2 globale. Un aggiornamento che ha rivisto al ribasso le ambizioni iniziali, sia in termini di tempistiche che di obiettivi, vista la difficoltà a mettere a terra i progetti pianificati.

La causa? La stessa che ha frenato l’economia dell’idrogeno a livello europeo nonostante le ottime intenzioni: una maturazione tecnologica non completa, costi di produzione ancora elevati e una domanda industriale di idrogeno più bassa dell’offerta.

Tuttavia Parigi non vuole abbandonare l’obiettivo della sovranità energetica e industriale nel settore, e la nuova Stratégie nationale hydrogène si limita a diluire i target anziché cancellarli. Oggi la Francia punta a sviluppare una capacità di elettrolisi pari a 4,5 GW entro il 2030, da scalare fino a 8 GW entro il 2035. In questo contesto il nuovo regime appare fondamentale per sostenere almeno 1 GW di nuovi elettrolizzatori dei 4,5 GW previsti.

Incentivi all’idrogeno a basse emissioni

Il programma francese sosterrà la costruzione di nuova capacità di elettrolisi incentivando direttamente la produzione anziché gli investimenti. Il regime prevede una procedura di gara competitiva articolata in tre fasi. La prima asta riguarderà 200 MW di capacità con un budget stimato di 797 milioni di euro. L’idrogeno prodotto nell’ambito di questo programma sarà venduto esclusivamente per uso industriale diretto, al fine di limitarne l’impiego ai casi in cui non esistano alternative di elettrificazione economicamente sostenibili.

L’aiuto assumerà la forma di un premio fisso e i contratti avranno una durata di 15 anni. Per godere dei contributi, tuttavia, i soggetti beneficiari dovranno dimostrare la conformità ai criteri UE per la produzione di combustibili rinnovabili di origine non biologica (“RFNBO”) e di combustibili a basse emissioni di carbonio, come stabilito nell’atto delegato sull’idrogeno rinnovabile e nel recente atto delegato sull’idrogeno a basse emissioni di carbonio.

La Commissione ha valutato il regime in base alle norme statali dell’UE, in particolare all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’UE, che consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di determinate attività economiche a determinate condizioni, e agli orientamenti del 2022 sugli aiuti di Stato per il clima, la protezione dell’ambiente e l’energia (“CEEAG”).

Le altre misure della Francia sull’idrogeno

Di pari passo il Governo punta a stimolare anche le altre fasi della catena del valore. Per questo motivo la strategia aggiornata prevede il rilancio del bando “Elementi costitutivi tecnologici dell’idrogeno IDH2” a sostegno dello sviluppo di alcuni elementi critici delle tecnologie H2. Contestualmente è stato annunciato un nuovo avviso pubblico per la selezione di progetti volti alla diffusione di veicoli commerciali leggeri alimentati a idrogeno, e misure di sostegno per gli studi di progetto sui carburanti sintetici.

Tra le priorità vi sono anche la realizzazione di una rete “intra-hub” per collegare produttori e consumatori e un nuovo quadro normativo per semplificare l’iter autorizzatorio.

Ultimo punto, ma non per importanza, la Francia ha deciso di curare la formazione professionale-tecnica nel campo. Come? Con il progetto “H2 School” svilupperà, strutturerà e finanzierà 90 programmi di formazione esistenti che già offrono corsi sull’idrogeno.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.