Infrastrutture energetiche UE, blindato il gas di Malta e Cipro

I ministri dell’Energia dei Ventisette appoggiano in pieno la proposta del Portogallo, che presiede il semestre europeo. I progetti transfrontalieri sul gas non saranno più etichettati come PIC (“di interesse comunitario”) dopo un periodo di transizione che si chiude nel 2029. Ma questo non si applica per Malta (Melita) e Cipro (EastMed)

Infrastrutture energetiche UE: salvo il gas di Malta e Cipro
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Ok dal Lussemburgo alle eccezioni nella riforma TEN-E sulle infrastrutture energetiche UE

(Rinnovabili.it) – Arriva dal Lussemburgo l’ultima picconatura alla riforma del regolamento TEN-E. Il futuro delle infrastrutture energetiche UE viene riscritto a suon di eccezioni e clausole particolari: la riunione del Consiglio dell’Unione Europea dell’11 giugno ha salvato i progetti sul gas che riguardano le isole di Malta e Cipro.

Troppo isolati, col rischio di escluderli dai benefici della transizione energetica che ha bisogno di pipeline per l’idrogeno. È con questa motivazione che i ministri dell’Energia dei Ventisette hanno ritagliato un ruolo particolare per i due Stati insulari. Lasciando così aperta la porta a nuovi progetti di gasdotti che li colleghino al continente. Sui quali Bruxelles possa mettere ancora l’etichetta di progetti di interesse comunitario e far piovere finanziamenti.

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In ballo c’è soprattutto il gasdotto EastMed con cui l’Europa sogna di attingere alle risorse di gas sempre più copiose del Mediterraneo orientale, sparse tra Egitto Israele e Cipro. Ma anche il gasdotto Melita di Malta. “Nel caso di Cipro e Malta, tuttora non interconnessi alla rete transeuropea del gas, i progetti in fase di sviluppo o di pianificazione cui è stato attribuito lo status di progetto di interesse comune a titolo del precedente regolamento manterranno tale status fino al completamento dell’interconnessione”, scrivono i Ventisette nel comunicato finale del vertice. “La deroga è intesa a porre fine all’isolamento di questi due Stati membri e dare loro accesso ai futuri mercati dell’energia, compreso l’idrogeno”.

Al di là delle eccezioni per Malta e Cipro, il Consiglio UE ha vidimato la fine del supporto a nuovi progetti che riguardano gli idrocarburi e la decisione di introdurre criteri di sostenibilità vincolanti per ogni progetto. “Durante un periodo transitorio che terminerà il 31 dicembre 2029 le infrastrutture per il gas esistenti che sono state adeguate potranno essere usate per trasportare o stoccare una miscela predefinita di idrogeno con gas naturale o biometano”, continua il comunicato.

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In pratica il Consiglio ha sottoscritto la posizione del Portogallo, che ha la presidenza di turno in questo primo semestre del 2021 e che ha preparato una bozza di riforma del regolamento sulle infrastrutture energetiche europee che ammorbidisce molto il quadro rispetto alla proposta iniziale della Commissione.

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