Londra ricicla il calore dalla metro per scaldare le abitazioni

Il progetto – il primo del suo genere in Europa – è frutto della partnership tra Consiglio di Islington, il sindaco di Londra Boris Johnson, l’UK Power Networks e la Transport for London

Londra ricicla il calore dalla metro per scaldare le abitazioni(Rinnovabili.it) – Lo scorso inverno è stato per Londra uno dei più freddi mai registrati negli ultimi decenni. Per aiutare le famiglie inglesi a riscaldarsi senza aumentare i costi in bolletta, il sindaco Boris Johnson ha lanciato un progetto unico nel suo genere: riciclare il calore disperso dalla fitta rete metropolitana della Capitale per cederlo alle abitazioni. L’innovativo Piano comunale è la prima concretizzazione  del rapporto redatto lo scorso luglio dall’ufficio di sindaco, in cui veniva spiegato come si stessero studiando diverse modalità per sfruttare il calore di scarto ottenuto come sottoprodotto delle attività industriali e commerciali. Bunhill Heat and Power, questo il nome dell’iniziativa, partirà dal borgo di Islington, il cui Consiglio ha annunciato l’adesione al progetto proprio questa settimana; gli stessi membri del Consiglio hanno spiegato alla stampa i benefici attesi rivelando come, a regime, l’intervento permetterà di far risparmiare denaro ai suoi abitanti e ben 500 tonnellate di emissioni di CO2 l’anno all’atmosfera.

 

Il piano, che coinvolge anche l’UK Power Networks e la Transport for London, devierà il calore disperso lungo la Northern Line da un grande pozzo di ventilazione alla già esistente rete di teleriscaldamento, connessa a centinaia di abitazioni. In realtà la prima fase è già stata avviata permettendo a 700 abitazioni di testare in anteprima  questa fonte di calore “riciclato”, con l’obiettivo di estendere quanto prima la rete di teleriscaldamento ad altre 500 altre case. Bunhill Heat and Power ha ricevuto un finanziamento di 2,7 milioni di sterline dal Consiglio di Islington che possiede e gestisce la rete e 1 milione di sterline da parte dell’Unione europea, in quanto parte integrante del progetto comunitario CELSIUS.