La Francia crede nelle rinnovabili marine: 100MW al 2023 da onde e maree

Parigi definisce gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili, rivedendo al rialzo i target per l’eolico ed energia marina

La Francia crede nelle rinnovabili marine: 100MW al 2023 da onde e maree

 

(Rinnovabili.it) – Nel futuro 2023 della Francia c’è il mare. Un mare dove far crescere l’energia pulita nazionale. Il governo ha rivelato oggi i nuovi target 2023 per le rinnovabili marine dimostrando ancora una volta di voler entrare a gamba tesa nella corsa allo sviluppo di tecnologie di produzione elettrica offshore a emissioni zero. E senza aspettare la pubblicazione della Programmazione pluriennale per l’energia (DPI) messa in consultazione, con un decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 aprile, Parigi ha definito gli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili per i diversi settori (eolico, solare, biogas, ecc) da raggiungere entro il 2023.

 

L’annuncio è arrivato direttamente dal ministro all’Ambiente, Ségolène Royal, che ha spiegato come il provvedimento preveda un aumento consistente della capacità installata di energia elettrica da fonti rinnovabili rispetto al 2015 (idroelettrico escluso). Raggiungere la meta per la Francia significherà portare tale quota a 71-78 GW contro i 43 GW di oggi. Il Paese avrebbe la strada spianata per raggiungere il 32% del consumo finale lordo di energia nel 2030 coperto dalle fonti alternative.

 

Cuore del piano, le rinnovabili marine. Nonostante la gioventù di questo tipo di tecnologie, il provvedimento punta in alto: in sette anni prevede di riuscire a istallare 100 MW elettrici da ottenere con impianti di sfruttamento dell’energia di onde e maree, e di eolico galleggiante. Il documento del governo francese comprende anche gli obiettivi riveduti per l’eolico offshore “tradizionale” (differisce da quello galleggiante essenzialmente per la tipologia di fondamenta), fissando l’obiettivo di potenza installata a 3000 MW entro il 2023.

 

In realtà il decreto riporta specifici target per tutte le fonti rinnovabili, tra cui quella fotovoltaica, ovvero raggiungere un 20,2 GW di potenza cumulata, e per l’eolico a terra, 25 GW di potenza cumulata. Un altro obiettivo dichiarato è quello di aumentare di oltre il 50% produzione di calore da fonti rinnovabili (rispetto al 2014). Quest’ambizione richiede, tra l’altro, un incremento di oltre il 20% della produzione di calore da biomassa, moltiplicando per 7 il contributo del biogas da digestione anaerobica, per 4 quello della geotermia, e con un aumento di oltre l’80% del solare termico.

5 Commenti

    • Scusa ma questa é un’autentica p………………………………….; come tutte le biomasse di scarto (non di prima generazione) e i biocombustibili derivati, la quantità di CO2 emessa dalla loro combustione é esattamente la stessa che la pianta (dalla quale deriva lo scarto) ha sequestrato (per produrre la biomassa) al massimo 2 o 5 anni prima della combustione (valori per gli arboreti, SRF e MRF, coltivati per ottenere legname da opera e servizi ecosistemici come la fitodepurazione o la conservazione della biodiversità).
      Nel caso della FORSU (frazione biodegradabile rifiuti solidi urbani) destinata alla produzione di biogas (e compost e biometano e bioidrogeno!) la pianta é veramente cresciuta pochi mesi prima!!!!!!!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui