Rapporto Adeguatezza, Terna: servono nuove aste di capacity market

Nel medio termine (2025) il sistema elettrico italiano mostra risulta ancora non “adeguato”. Necessaria nuova capacità disponibile per le aree Nord, Centro Nord e Sardegna. Nessuna “problematica specifica” per il 2030. Phase out del carbone sardo non prima del 2028

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Foto di Thomas B. da Pixabay

On line il Rapporto Adeguatezza Italia 2021

(Rinnovabili.it) – Per portare avanti il processo di decarbonizzazione nazionale, la bilancia dell’adeguatezza deve sempre essere in equilibrio. In altre parole il sistema energetico deve poter soddisfare il fabbisogno del Paese mantenendo alta sicurezza e qualità del servizio. Oggi questa bilancia è stabile ma nel futuro avrà bisogno di ulteriori “pesi” per non traballare. Intesi come nuova capacità di generazione e di trasporto, stoccaggio e controllo della domanda. 

A riferirlo è il nuovo Rapporto Adeguatezza Italia 2021 (pdf), pubblicato ieri da Terna, l’operatore della rete di trasmissione elettrica. Il documento analizza l’evoluzione del sistema nazionale nei prossimi 5-10 anni individuando le risorse necessarie per mantenerlo adeguato.

E rivela come per il medio termine (2025) rimangano alcune criticità e “problematiche strutturali” da risolvere. A partire da una “forte dipendenza delle aree Nord-Centro Nord dalla disponibilità di import alla frontiera”. A ciò si deve aggiungere un parco di generazione convenzionale in là con gli anni, soprattutto in alcune aree, e la completa inadeguatezza della capacità di trasmissione fra le due isole maggiori e il continente.

 Va da sé che con il procedere della decarbonizzazione e del phase out delle centrali a carbone, saranno necessari specifici interventi per autorizzare e realizzare nuova capacità in sostituzione di quella in dismissione. “L’approvvigionamento della capacità necessaria a completare il processo di decomissioning del carbone nei tempi previsti […] potrà avvenire tramite nuove aste Capacity Market, spiega Terna.

Ma in Sardegna il processo avrà tempi più lunghi, secondo il TSO. “La dismissione della generazione a carbone dell’isola potrà […] avvenire in modo progressivo man mano che le nuove risorse entreranno in servizio”. Vale a dire il Tyrrhenian Link e i 500 MW di nuova CDP – Capacità Disponibile in Probabilità. La dismissione completa secondo Terna potrà essere realizzata solo successivamente alla completa realizzazione del nuovo collegamento – che entrerà progressivamente in servizio nel periodo 2026-2028 – e alla piena disponibilità della nuova capacità programmabile.

Adeguatezza al 2030

“Le analisi di adeguatezza effettuate per l’anno orizzonte 2030 non rilevano problematiche specifiche nello scenario; tale evidenza è diretta conseguenza del fatto che lo scenario, dopo il 2025, prevede: l’incremento ulteriore della capacità installata di eolico e fotovoltaico (+26 GW dal 2025 al 2030); l’aumento della capacità di accumulo (+6 GW di utility-scale e +3 GW di small-scale dal 2025 al 2030); il mantenimento dello stesso valore, previsto al 2025, di capacità termoelettrica convenzionale (anche a fronte di una riduzione del numero di ore di funzionamento dovuto all’aumento progressivo delle fonti rinnovabili non programmabili di cui al punto 1)); la presenza in servizio di tutti gli investimenti sulla Rete di Trasmissione Nazionale previsti nel Piano di Sviluppo di Terna, mirati a rafforzare la magliatura della rete, ridurre le congestioni e rimuovere vincoli puntuali”.

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