La Comunità Energetica come risposta al paradosso dei Monti Dauni

di Gianfilippo Mignogna Vivo nella parte più povera di una delle provincie più povere d’Italia. Secondo l’annuale classifica de Il Sole 24 Ore, infatti, Foggia è al penultimo posto in Italia per qualità della vita. Per lo Svimez è una delle zone maggiormente interessate dalla nuova ondata di emigrazione giovanile verso il Nord e l’estero. […]

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di Gianfilippo Mignogna

Vivo nella parte più povera di una delle provincie più povere d’Italia. Secondo l’annuale classifica de Il Sole 24 Ore, infatti, Foggia è al penultimo posto in Italia per qualità della vita. Per lo Svimez è una delle zone maggiormente interessate dalla nuova ondata di emigrazione giovanile verso il Nord e l’estero. L’Area Interna dei Monti Dauni, poi, ne rappresenta la parte più isolata, spopolata e fragile. 

Eppure non siamo poveri. Non è retorica, è matematica. 

Sommando produzione di energia eolica ed estrazione di idrocarburi, i Monti Dauni sono, senza alcun dubbio, la zona energeticamente più produttiva della Puglia e dell’intero Mezzogiorno. Produttivi e poveri, insieme. È un paradosso non più accettabile. Anche in considerazione del contributo che il nostro territorio ha dato per gli obiettivi energetici nazionali (e non solo). 

Eppure i numeri sono chiari: a circa sessanta anni dalle prime trivellazioni e a venti dai primi insediamenti eolici, sulla base di un semplice dato di esperienza, è possibile affermare che la pur evidente vocazione energetica del territorio non è servita ad assicurare sviluppo, crescita, ricadute economiche significative. 

I motivi naturalmente sono tanto numerosi e diversi da poter chiamare in causa una moltitudine di soggetti e categorie, dalla Politica alle istituzioni locali, passando per il sistema produttivo ed imprenditoriale, fino a quello educativo e culturale. Ma forse, il peccato originale è stato quello di aver escluso dal fenomeno energetico le Comunità Locali.

Ed è proprio dalla volontà di colmare questa lacuna, di sanare questa ferita, che nasce una nuova idea di produzione energetica, capace di mettere al centro il territorio e di rendere protagoniste le comunità locali. Uno strumento che, nel nostro caso, potrebbe riconciliare gli abitanti dei Monti Dauni con le numerose pale eoliche che circondano i loro borghi. E che potrebbe confermare, ancora una volta, come i Piccoli Comuni, se opportunamente “abilitati”, possano diventare uno straordinario luogo di sperimentazione, di innovazione, di “anticipo”. 

Puntare sulla partecipazione popolare può essere secondo noi la via stretta per far capovolgere l’ormai inaccettabile paradosso energetico dei Monti Dauni. 

Per questo, forti dell’esperienza di cittadinanza attiva già realizzata con la Cooperativa di Comunità, abbiamo intrapreso lo studio di un progetto pilota di Comunità Energetica nel nostro paese. 

Il primo passo è stato quello di individuare, data la specificità della materia, la normativa in continua evoluzione e la sostanziale novità dell’argomento, un partner tecnico che ci potesse aiutare in tutte le fasi del procedimento di costituzione della CER. La scelta è caduta, senza dubbio alcuno, su E’Nostra con cui condividiamo obiettivi ma anche idee e visioni. 

In questo momento il progetto è nella fase di pre-fattibilità e si è arricchito della preziosa collaborazione di Arca Capitanata. L’Agenzia regionale per la Casa e l’Abitare, infatti, sarà parte attiva dell’iniziativa mettendo a disposizione i tetti dei propri immobili per la realizzazione degli impianti fotovoltaici e, soprattutto, coinvolgendo tutti gli assegnatari delle cosiddette case popolari nella CER. 

In questo modo gli obiettivi di transazione energetica, di autoconsumo istantaneo locale, di riduzione della povertà energetica e di consapevolezza sul corretto uso dell’energia saranno dedicati in prima istanza alla fascia più fragile della nostra Comunità, maggiormente bisognosa di risposte economiche, ma anche di intraprendere percorsi comuni di partecipazione e protagonismo.

L’augurio è che nei prossimi mesi si possano sviluppare in parallelo le altre due fasi dell’iniziativa, ovvero la progettazione e la realizzazione degli impianti fotovoltaici e la contestuale campagna di informazione e di adesione rivolta alla cittadinanza.  

Il tutto per coniugare la vocazione energetica del territorio con un’altra sua preziosissima risorsa: le persone, gli abitanti, le comunità locali. 

di Gianfilippo MignognaSindaco di Biccari e Vice Presidente dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia

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