Consiglio europeo, sull’energia raggiunto un accordo a metà

A tarda notte i leader UE hanno trovato un’intesa di principio sulle nuove proposte della Commissione europea. Charles Michel: “Prevalgono unità e solidarietà”. Ma il dissenso sul price cap per il gas allunga le tempistiche di lavoro

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Sull’accordo energetico pesa il no della Germania al price cap del gas

(Rinnovabili.it) – Ci sono volute ben 10 ore filate di negoziati prima che il Consiglio europeo trovasse un accordo sull’energia. Ma il risultato mostra tutte le difficoltà del momento e, come era intuibile, prende ancora tempo su un eventuale tetto massimo al prezzo del gas. I ventisette leader UE sono da ieri pomeriggio riuniti a Bruxelles per discutere di Ucraina, crisi energetica, questioni economiche e relazioni esterne. Un lavoro serrato che, almeno per il capitolo energia, si è chiuso alle 2 di questa mattina con un’intesa condivisa, come spiega il presidente Charles Michael. “Abbiamo concluso un accordo sul tema dell’energia”, ha dichiarato Michael al termine della prima sessione di lavoro. “Per molti mesi, comprese le ultime settimane, abbiamo lavorato molto, discusso, fatto progressi sull’argomento. […] In questi giorni, partendo dalle proposte della Commissione abbiamo lavorato per conciliare i diversi punti di vista”. 

Sul tavolo c’erano le misure di sicurezza e solidarietà energetica pubblicate dall’esecutivo UE solo qualche giorno fa, a cui si sono aggiunte alcune proposte elaborate direttamente dal Consiglio europeo. Un pacchetto di interventi “che costituiscono di fatto il quadro per il quale, in maniera urgente, la Commissione e il Consiglio dei ministri dell’Energia, hanno il mandato di lavoro”. Tradotto: c’è l’indirizzo politico ma il lavoro è ancora tutto all’inizio. E non solo perché i no di paesi come Germania e Ungheria all’istituzione di un price cap sul gas, renderanno probabilmente lunghe le future discussioni sul tema. Molti degli interventi immaginati richiedono, infatti, un complesso lavoro tecnico e normativo anche in caso di completo assenso.

Le conclusioni del Consiglio europeo sul dossier energia

Acquisti congiunti di gas, un nuovo  benchmark per il GNL e un corridoio di prezzi per il gas, sono stati i temi chiave del vertice UE. Ma nella run di 10 ore i leader europei hanno portato alla luce anche altre indicazioni chiave. E cercato di offrire una visione di Europa unita e compatta. Il testo uscito dall’incontro chiede il Consiglio Ue dell’energia e la Commissione a “presentare con urgenza decisioni concrete” su nove misure aggiuntive. A partire dall’acquisto congiunto volontario di gas e dall’aggregazione vincolante della domanda per un volume equivalente al 15% delle esigenze in termini di riempimento.

Dentro le misure da definire anche un nuovo parametro di riferimento per il GNL da attivare l’inizio del 2023, un corridoio di prezzo dinamico temporaneo sulle transazioni di gas naturale e un quadro UE temporaneo per fissare un tetto al prezzo del gas nella produzione elettrica. Quest’ultimo da applicare senza modificare l’ordine di merito e solo in seguito ad un’analisi costi-benefici.

I Ventisette chiedono di velocizzare la semplificazione delle procedure autorizzative per le rinnovabili, anche “con misure di emergenza”. E di studiare interventi di solidarietà energetica in caso di interruzioni dell’approvvigionamento di gas a livello nazionale, regionale o dell’Unione.

La clausola di fiducia

Le conclusioni del vertice aprono le porte anche all’idea di uno strumento economico contro la crisi energetica. Nel dettaglio il Consiglio chiede di discutere della “mobilitazione degli strumenti pertinenti a livello nazionale e dell’UE […] Tutti gli strumenti pertinenti a livello nazionale e dell’UE dovrebbero essere mobilitati per rafforzare la resilienza delle nostre economie, preservando nel contempo la competitività globale dell’Europa e mantenendo le condizioni di parità e l’integrità del mercato unico. Il Consiglio europeo è determinato ad assicurare uno stretto coordinamento delle risposte strategiche. Sottolinea l’importanza di uno stretto coordinamento e di soluzioni comuni a livello europeo, ove opportuno, e si impegna a conseguire i nostri obiettivi strategici in maniera unitaria”.

“Attorno al tavolo del Consiglio europeo c’è quella che chiamo clausola di fiducia”, ha aggiunto Michael. “È la determinazione di istruire i nostri ministri dell’Energia a lavorare sodo, a lavorare lealmente per garantire che vi sia il più ampio sostegno possibile per l’attuazione delle varie misure necessarie”. I capi dell’energia si incontreranno il 25 ottobre a Bruxelles; se il confronto non dovesse avere il successo sperato, potrebbe essere convocato un nuovo Consiglio europeo straordinario già a novembre. 

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