Energia inframarginale, come applicare il tetto UE agli extraricavi

Il passaggio tra indicazioni comunitarie e applicazioni nazionali potrebbe comportare qualche rischio per il comparto delle rinnovabili. Da WIndEurope 6 consigli per non sbagliare

Energia inframarginale
via depositphotos.com

Produttori di energia inframarginale e limiti alle entrate, come funzionerà il cap?

(Rinnovabili.it) – Nell’ultimo Consiglio straordinario dell’Energia i ventisette ministri europei hanno approvato la proposta della Commissione di applicare un tetto massimo alle entrate dell’energia inframarginale. In altre parole quella prodotta da fonti rinnovabili, nucleare e lignite. Un cap obbligatorio di 180 euro il MWh che andrà a livellare gli extra ricavi del periodo dicembre 2022-giugno 2023, in un primo tentativo di sganciare il mercato elettrico da quello del gas. Il limite deve coprire tutti i ricavi dei produttori inframarginali e degli intermediari che partecipano alla vendita all’ingrosso di energia elettrica indipendentemente dall’orizzonte temporale del mercato (spot, a termine, PPA, feed-in-tariffs o altri accordi bilaterali).

Le entrate verranno raccolte al momento delle transazioni o subito dopo. La Commissione europea stima che attraverso questa misura potrebbero essere ridistribuiti ai consumatori fino 117 miliardi di euro.

leggi anche Impianti rinnovabili, il Governo sblocca altri 314 MW

Ma le vere difficoltà arrivano ora. I governi nazionali devono implementare il tetto nei rispettivi mercati, con la possibilità di discostarsi dalla cifra stabilità da Bruxelles, fissando limiti diversi per tecnologie diverse.

Prima del via libera degli Stati membri, WindEurope, l’associazione dell’eolico europeo, aveva sottolineato alcune preoccupazioni rispetto questa “libertà” attuativa. “Un tetto massimo a livello UE sui ricavi dell’eolico dovrebbe essere proprio questo: un limite unico a livello comunitario”, aveva dichiarato il CEO, Giles Dickson. “Consentire ai paesi di deviare da esso e imporre limiti più bassi crea confusione e incertezza, rallentando gli investimenti di cui abbiamo così tanto bisogno”.

La preoccupazione dell’associazione è che un’attuazione delle norme meno attenta possa di fatto rendere difficile ostacolare il settore delle rinnovabili, minando la costruzione di nuovi impianti. Ecco perché WindEurope presenta oggi sei consigli che dovrebbero essere seguiti dai Governi prima di intervenire sull’energia inframarginale. Le raccomandazioni chiedono di:

  1. Mantenere tecnologicamente neutrale il tetto agli extraricavi, assicurando di incentivare gli investimenti nelle energie rinnovabili.
  2. Non applicare i limiti alle entrate in modo retroattivo.
  3. Evitare modifiche al cap una volta impostato, avvisando in anticipo in caso di estensione. 
  4. Evitare di limitare e tassare le stesse entrate.
  5. Fare in modo che i produttori valutino i loro ricavi su base mensile.
  6. Tenere in considerazione il modo in cui i diversi limiti alle entrate influenzeranno le transazioni transfrontaliere.
Articolo precedenteBonus facciate: il Fisco aggiorna (tardi) la guida
Articolo successivoReLondon fornisce supporto alle PMI circolari

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui