UE: le lobby del gas e del nucleare fanno pressioni per la finanza sostenibile

Secondo i registri UE, dopo la pubblicazione dell’elenco provvisorio degli “investimenti verdi” i rappresentanti dell’industria del gas e del nucleare hanno tenuto ben 52 riunioni con i funzionari europei.

Le regole UE sulla finanza sostenibile dovrebbero includere gas e nucleare?

(Rinnovabili.it) – Le industrie del gas e del nucleare hanno intensificato le loro pressioni per ottenere una modifica delle regole europee sulla tassonomia della finanza sostenibile, temendo che una loro esclusione dalla lista dei cosiddetti “investimenti verdi” possa privarle di miliardi di euro di finanziamenti.

Le nuove regole di finanza verde dell’UE sono progettate per investire risorse finanziarie in progetti che supportano gli obiettivi climatici del blocco. La tassonomia della finanza sostenibile dell’UE dovrebbe essere finalizzata entro quest’anno e, in elenco provvisorio pubblicato a marzo, l’energia nucleare e la maggior parte degli impianti a gas naturale sono stati esclusi.

Secondo i registri UE, analizzati da Reclaim Finance e visionati da Reuters, dopo la pubblicazione dell’elenco provvisorio i rappresentanti dell’industria del gas e del nucleare hanno tenuto ben 52 riunioni con i funzionari europei. Questo fa capire quanto il settore abbia intensificato le sue pressioni sui decisori UE. Non stupisce quindi che, in questi mesi, gli attivisti per il clima abbiano esortato Bruxelles a non piegarsi alle pressioni dell’industria petrolifera e del gas.

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“Se le istituzioni dell’UE e gli Stati membri sono seriamente intenzionati a costruire un’Europa sostenibile che affronti l’emergenza climatica, devono liberarsi dai lobbisti dei combustibili fossili, ha dichiarato Paul Schreiber, attivista di Reclaim Finance.

In questo momento, l’UE sta valutando la richiesta di utilizzare la tassonomia della finanza sostenibile per garantire che il suo fondo di recupero da 750 miliardi di euro venga investito in progetti verdi. I finanziamenti saranno erogati a partire dal 2021, il che significa che qualsiasi ritardo nella definizione della tassonomia della finanza sostenibile potrebbe ostacolare questo piano.

L’attuale gruppo di esperti che sta lavorando al documento (i cui 35 membri comprendono gestori patrimoniali, organizzazioni non governative, banche e due rappresentanti dell’industria energetica) ha affermato che le centrali a gas dovrebbero essere etichettate come “sostenibili” solo se rispettano rigorosi limiti di emissioni.

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I gruppi di pressione dell’Associazione internazionale dei produttori di petrolio e gas (IOGP), Eurogas e FuelsEurope vorrebbero che la tassonomia includesse un elenco delle cosiddette attività di transizione, comprese le centrali a gas, che alcuni Stati membri dell’UE stanno cercando di utilizzare per emanciparti da combustibili fossili più inquinanti, come il carbone. FuelsEurope e IOGP hanno inoltre chiesto alla Commissione di valutare la possibilità di prorogare il termine per l’adeguamento delle aziende.

Alla domanda sulla possibilità di includere il gas come combustibile di transizione, una portavoce della Commissione Europea ha dichiarato a Reuters che l’esecutivo UE sta esplorando la questione sulla base delle raccomandazioni del suo gruppo di esperti e dei feedback del settore.

Tuttavia, come ha affermato Helena Vines Fiestas, responsabile globale della gestione e della politica presso BNP Paribas Asset Management e membro del gruppo di esperti, “molte persone pensano ancora che la transizione riguardi piccoli passi incrementali, e purtroppo è troppo tardi per farlo.

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Anche i gruppi d’interesse dell’industria nucleare affermano che l’atomo meriterebbe un’etichetta sostenibile, basata sulle sue basse emissioni di carbonio e sui siti di smaltimento dei rifiuti sicuri esistenti. Il timore è che, se il nucleare non fosse ritenuto sostenibile, il costo del capitale per le centrali elettriche aumenterebbe esponenzialmente, una preoccupazione per un settore in cui i progetti di punta, come il reattore Hinkley Point C britannico, stanno lottando con costi vertiginosi.

Lo stesso gruppo di esperti UE è diviso su come etichettare il nucleare e la Commissione ha chiesto al suo braccio scientifico, il Joint Research Center, di riferire sulla questione il prossimo anno. Tuttavia, un portavoce della Commissione ha affermato che si prevede di portare a termine le regole di finanza sostenibile entro quest’anno, anche se potrebbero essere modificate in un secondo momento per adattarsi alle decisioni che verranno prese sul nucleare a seconda dei risultati del rapporto scientifico del JRC.

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