Associazioni rinnovabili: una Green Recovery per uscire dall’emergenza

Trentadue associazioni europee scrivono alle istituzioni UE per chiedere un piano che faccia della sostenibilità il punto di partenza per il post-coronavirus. Costa:“Dopo emergenza svolta green”

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Bioenergy Europe e altre 31 realtà firmano l’appello “EU Green Recovery to restart Europe

(Rinnovabili.it) – Dal Green Deal alla Green Recovery: cambiano i termini ma non la sostanza. L’Unione Europea deve continuare a puntare su sostenibilità e decarbonizzazione per uscire dalla crisi del coronavirus e progettare la ripartenza. A chiederlo sono oggi 32 associazioni europee del mondo delle rinnovabili. In un appello comune, inviato a Parlamento Commissione e Stati Membri dell’UE, le realtà propongono la loro cura verde per la ripartenza economica.

“Le misure immediate e necessarie, ma senza precedenti, attualmente adottate per combattere la pandemia di COVID-19 hanno portato l’economia europea quasi a un punto di blocco totale”, scrive il gruppo , tra cui anche Bioenergy Europe, associazione di cui l’italiana AIEL è parte del Consiglio Direttivo. I firmatari della lettera rappresentano attualmente milioni di dipendenti delle catene di valore europee in materia di energia rinnovabile ed efficienza energetica.

Un comparto da sempre all’avanguardia e per cui si prospettava un ruolo fondamentale nella crescita economica futura. “Con una solida base manifatturiera europea, l’Europa può mostrare una leadership industriale mondiale”. Ma per non perdere lo slancio acquisti nel periodo antecedente alla crisi del coronavirus, è necessario agire subito e maniera mirata. Per questo il Green Recovery proposto dalle associazioni sceglie la sostenibilità come punto di ripartenza. 

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In particolare, l’appello propone di utilizzare i pacchetti di sostegno economico per accelerare gli investimenti in efficienza energetica, riscaldamento e raffrescamento rinnovabili, mobilità, edifici a zero emissioni e nuovi processi industriali. Secondo i firmatari supportare infrastrutture a basso impatto ambientale e soluzioni innovative rappresenta la strada migliore e più redditizia per una “green recovery”. Una ripresa a livello nazionale e sovranazionale post pandemia, in grado di preparare le basi per una transizione energetica sicura e sostenibile.

“Come rappresentanti della principale fonte rinnovabile nazionale ed europea, le biomasse legnose – spiega Annalisa Paniz, direttore affari generali e relazioni internazionali di AIEL e membro del Consiglio Direttivo di Bioenergy Europe – confidiamo che la difficile situazione senza precedenti che stiamo vivendo[…] non faccia perdere di vista la sfida più importante, che rimane quella dell’emergenza climatica”.  

Una posizione perfettamente condivisa dal Ministro italiano all’Ambiente, Sergio Costa. Parlando ai microfoni di  Rainews 24, Costa ha ribadito infatti che “Il sistema produttivo dovrà porre al centro dell’attenzione sicuramente la crescita economica ma anche la tutela della salute dell’ambiente. Tutti i grandi economisti hanno dimostrato che la crescita green genera anche posti di lavoro supplementari e capacità economiche diverse; facciamo dunque migliorare la qualità della vita rendendoci sempre più green, perché non è necessario inquinare i fiumi per fare profitto. Possiamo pensare a una qualità dell’aria diversa con meno macchine in circolazione, sostituendole con veicoli elettriche e ibridi. Piccole cose che possono fare la differenza e consentirci una qualità della vita migliore”.

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