Un mercato del gas globalizzato: così l’Asia influenza i prezzi europei

La Commissione europea pubblica i nuovi rapporti trimestrali sull’energia e avverte “i mercati asiatici possono influenzare rapidamente e in modo significativo i prezzi degli hub europei”

mercato del gas globalizzato
Foto da Pixabay

Pubblicato il nuovo rapporto sul mercato del gas europeo

(Rinnovabili.it) – Viviamo in un mondo sempre più globalizzato e anche il settore dell’energia all’ingrosso non fa eccezione. La prova arriva dagli ultimi rapporti trimestrale su elettricità e gas della Commissione Europea, che osservano regolarmente produzione e consumi nell’UE-27. Il Quarterly Report Energy sul mercato del gas mostra come l’aumento della domanda di combustibile in Asia a gennaio 2021 abbia avuto un notevole impatto sul commercio internazionale di GNL. E come questo a sua volta abbia provocato un’impennata dei prezzi spot del gas sui mercati europei all’ingrosso nel primo trimestre dell’anno. “Questo impatto illustra la natura globalizzata dei mercati del gas naturale”, conclude il rapporto, “e ricordano all’Europa che i mercati asiatici possono influenzare rapidamente e in modo significativo i prezzi degli hub europei”; un fenomeno già ampiamente visto nel 2018.

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 Ovviamente le dinamiche dei prezzi sono più complesse di una semplice causa-effetto, ma il peso del mercato asiatico non può essere trascurato. Il rapporto sul mercato del gas rileva che i prezzi spot del combustibile all’ingrosso in Europa siano stati influenzati da due fattori chiave, entrambi riconducibili ai movimenti extra-UE. Primo, il “premio asiatico” offerto per il gas naturale liquefatto. Le economie asiatiche sono ormai da anni un mercato chiave per il GNL e il loro peso è oggi in grado di ribaltare i tradizionali modelli di prezzo per questa risorsa. E quando questo inverno le temperature gelide hanno aumentato la domanda di gas, l’Asia Orientale ha offerto tariffe record per aggiudicarsi i carichi, mandando alle stelle il costo del GNL. Tutto ciò tutto questo nonostante il tradizionale modello di fissazione dei prezzi centrato sull’Europa, che lega il valore del gas liquefatto a quello petrolifero. A sua volta, ciò ha provocato un picco di prezzo sul TTF e su altri hub.

Non solo. Il reindirizzamento dei carichi verso l’Asia ha ridotto la fornitura europea. I livelli di stoccaggio del gas nell’UE sono scesi al 30% entro la fine di marzo 2021, ovvero il 24% in meno rispetto a fine marzo 2020. Implicando anche maggiori esigenze di rifornimento nei due trimestri successivi. A sua volta, questa domanda aggiuntiva ha avuto un impatto al rialzo sui prezzi del gas all’ingrosso durante i mesi primaverili del 2021. Secondo gli esperti di nei prossimi due anni i prezzi del gas in Europa diventeranno sempre meno incentrati sul mercato europeo e sempre più influenzati a livello globale.

Il rapporto UE dedica un capitolo anche all’idrogeno. Il documento riporta che i costi di produzione (senza spese in conto capitale) sottolineando come la tecnologia dell’elettrolizzatore alcalino sia arrivata a 76 €/MWh nel marzo 2021, mentre quella di steam reforming a circa 30 €/MWh.

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