Doccia fredda dell’OPEC, il mercato del petrolio è stagnante nonostante i vaccini

L’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio toglie 4 decimali alle stime di crescita del PIL globale. Il rimbalzo è minore del previsto e livella anche la domanda mondiale di greggio

Mercato del petrolio: l’OPEC vede una ripresa più lenta nonostante i vaccini
Foto di Jessica Fender da Pixabay

I prezzi al barile sono saliti ma le prospettive 2021 per il mercato del petrolio non sono buone

(Rinnovabili.it) – All’OPEC l’ottimismo sfoggiato negli ultimi mesi del 2020 inizia ad apparire fuori luogo. L’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio continua a monitorare l’andamento del mercato del petrolio e la curva globale della pandemia di coronavirus. La seconda non accenna a scendere o rallentare, gettando incertezza sul prezzo del barile.

Arriva così una prima doccia fredda in questo 2021, che per il greggio era iniziato sotto buoni auspici – almeno in apparenza – con un prezzo in salita fino a toccare di recente quota 60 dollari. L’OPEC infatti ha rivisto al ribasso le stime per la domanda globale di petrolio. Secondo i nuovi calcoli, il rimbalzo atteso è di 5,79 milioni di barili al giorno (bpd), per un totale di 96,05 mln di bpd. La sforbiciata nelle attese è limitata, appena 110mila barili. Ma significativa, perché conferma che la ripresa sarà più lenta del previsto nonostante l’avvio della distribuzione di massa dei vaccini anti-Covid.

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“Mentre l’economia globale sta mostrando segni di una sana ripresa nel 2021, la domanda di petrolio è attualmente stagnante, ma si prevede che aumenterà nella seconda metà del 2021”, scrive l’OPEC nel suo rapporto mensile. Per questo alcuni paesi OPEC hanno già messo le mani avanti per bloccare qualsiasi tentazione di un rilassamento dei tagli in sede OPEC+. Questo formato di governance del mercato del petrolio include la Russia e i suoi tagli alla produzione sono ancora cruciali per la stabilità dei prezzi al barile.

E’ tanta la tentazione di allentare le riduzioni auto-imposte visto l’aumento dei prezzi, ma anche alla luce della crisi dello shale americano (la produzione è in calo nonostante le quotazioni siano a livelli tali da farlo tornare teoricamente competitivo). Un funzionario iracheno, però, ha anticipato che la prossima riunione OPEC+ dovrebbe confermare invariati i tagli alla produzione.

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Nell’aprile 2020, in piena prima ondata pandemica,  l’OPEC+ aveva tolto dal mercato la cifra record di 9,7 mln di bpd. A gennaio la decisione di aumentare l’output producendo 500mila barili al giorno in più, sulla base di previsioni di ripresa globale migliori di quelle attuali. Il report mensile pubblicato ieri infatti ha abbassato le stime di crescita del PIL mondiale dal 4,8 al 4,4% per il 2021.

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