Le prime anticipazioni sul nuovo piano quinquennale della Cina

Nessun tetto alle emissioni ma obiettivi per intensità energetica (-13,5%) e di carbonio (-18%). Pechino non tocca il carbone e spinge forte su gas, shale e nucleare

Piano quinquennale: la Cina non rallenta sul carbone
Foto di Josch13 da Pixabay

Il piano quinquennale deve impostare la rotta per la neutralità climatica al 2060

(Rinnovabili.it) – Da quando Xi Jinping ha promesso la neutralità climatica entro il 2060 e il picco delle emissioni prima del 2030, lo scorso settembre, il nuovo piano quinquennale della Cina è diventato il documento più atteso per capire se e quanto il gigante asiatico fa sul serio sul contrasto al cambiamento climatico e sull’accelerazione della transizione energetica.

Il piano quinquennale 2021-2025, come i precedenti, fissa delle linee guida per l’economia cinese. Gli indirizzi contenuti nel documento plasmano le mosse di Pechino e lasciano intravedere quali dossier sono considerati davvero prioritari e quali invece di second’ordine. Quello che inizia a essere discusso oggi a Pechino è poi doppiamente importante. Infatti, in uno strappo rispetto alla tradizione, dovrebbe fissare anche delle direttive con l’orizzonte più ampio del 2035.

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Tra gli osservatori è molto diffusa l’opinione che la Cina non può pensare di fare sul serio sul clima se non inizia immediatamente a tagliare le sue emissioni e a impostare una riorganizzazione generale dei suoi fondamentali. Per questo, le prime anticipazioni sul nuovo piano quinquennale cinese appaiono abbastanza deludenti. Nessun tetto massimo alle emissioni, ma il (solito) impegno a ridurre l’intensità energetica e l’intensità di carbonio dell’economia nazionale: rispettivamente, del 13,5% e del 18%.

Pechino muove poi passi timidissimi sul carbone. Non solo non c’è nessun bando per nuove centrali a carbone, ma il documento usa frasi generiche per descriverne l’evoluzione: l’espansione di questa fonte fossile dovrà essere “gestita appropriatamente”. Il piede sull’acceleratore la Cina lo mette sul gas più che sulle rinnovabili. Di eolico e solare si dice genericamente che bisogna favorirne l’espansione, insieme alla generazione elettrica dalla combustione dei rifiuti, con l’obiettivo di arrivare al 2025 con queste fonti che pesano per il 20% del mix elettrico.

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Sul gas invece Pechino punta davvero forte. Bisogna accelerare sullo sfruttamento degli idrocarburi non convenzionali, sia i depositi di shale oil&gas offshore sia quelli onshore a profondità elevate. In più, il piano quinquennale della Cina prevede forti investimenti nelle infrastrutture per il gas. In particolare per pipeline che colleghino il paese con i giacimenti della Siberia russa e che portino alla costa orientale cinese il gas dei giacimenti del Sichuan, nel sud-ovest del paese.

Altro punto su cui la leadership cinese vuole spingere è il nucleare. la Cina ha mancato l’obiettivo al 2020 di avere 58 GW di capacità installata ma rilancia: il nuovo target è 70 GW al 2025.

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