I Ventisette azzoppano il piano Repower EU

Gli emendamenti chiesti dal Consiglio riportano l’obiettivo sulle rinnovabili al 2030 dal 45 al 40% e indeboliscono le misure per velocizzare le autorizzazioni all’installazione di nuova capacità rinnovabile

Piano Repower EU: l’UE fa marcia indietro su target fer e permitting
Photo by Gustavo Quepón on Unsplash

Presentato a maggio, il piano Repower EU mira a liberare l’Europa dalla dipendenza energetica dalla Russia

(Rinnovabili.it) – I Ventisette continuano a litigare sul tetto al prezzo del gas e le altre misure per frenare il caro energia, ma sono tutti d’accordo sull’abbassare i nuovi obiettivi sulle rinnovabili sanciti dal piano Repower EU, la roadmap per abbattere la dipendenza energetica dalla Russia. È quanto emerge dal documento con gli emendamenti chiesti dai governi UE, anticipato dal portale Euractiv.

Gli emendamenti al piano Repower EU

La tabella di marcia proposta a maggio dalla Commissione, e già accettata dal parlamento europeo, alzava il target comunitario di rinnovabili dal 40 al 45% entro il 2030. Ma il Consiglio non ci sta e vuole tornare alla soglia del 40%. Soglia su cui i Ventisette avevano trovato un accordo lo scorso giugno, nel quadro della revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili, per renderla coerente con l’obiettivo di -55% di emissioni entro fine decennio.

Peccato che sia un target ormai obsoleto, che non tiene conto della guerra in Ucraina e della necessità di sicurezza energetica del continente. Alzare la quota di rinnovabili nel mix europeo è una precondizione indispensabile per diminuire la dipendenza dalle fossili, in particolare dal gas russo, nonché una delle poche vie per evitare di scambiare Mosca con altri fornitori non necessariamente affidabili.

Tra gli emendamenti avanzati dal Consiglio c’è anche il no secco a definire l’installazione di nuova capacità rinnovabile come “interesse pubblico prevalente”. Una formula con cui il piano Repower EU provava a sbloccare gli iter autorizzativi attraverso una modifica della RED II. Altre modifiche richieste dai Ventisette annacquano ancora di più il tentativo di velocizzare il permitting. I tempi massimi totali per le autorizzazioni restano formalmente gli stessi (1 anno per le go-to areas, le aree identificate come idonee; 2 anni per tutti gli altri) ma viene allungato il periodo di proroga dell’iter che è possibile richiedere.

Articolo precedenteDegradazione della plastica, un nuovo aiuto dal verme della cera
Articolo successivoCelle solari flessibili in CIGS, l’efficienza supera il 22%

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui