Ipotesi price cap sugli idrocarburi, la proposta Usa che non piace all’Europa

Il meccanismo consisterebbe in un’eccezione alle sanzioni UE sui servizi di assicurazione e riassicurazione alle petroliere che trasportano il greggio di Mosca

Embargo sul petrolio russo: pronto il 6° pacchetto di sanzioni UE
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La segretaria al Tesoro Janet Yellen ha spiegato ieri la sua idea di price cap sugli idrocarburi

(Rinnovabili.it) – Si fa sempre più strada l’ipotesi di un price cap sugli idrocarburi di origine russa. A mettere sul tavolo questa opzione sono gli Stati Uniti per voce della segretaria al Tesoro Janet Yellen. Washington sta parlando con i paesi alleati per dar forma a un tetto al prezzo del petrolio di Mosca, che permetta di strozzare i proventi (che il Cremlino usa per alimentare la guerra in Ucraina) e limitare l’aumento dei prezzi di molti generi alimentari di base. Ma scardinerebbe l’impianto delle sanzioni europee.

“Stiamo parlando di un tetto al prezzo o di un’eccezione di prezzo che rafforzerebbe le recenti e proposte restrizioni energetiche da parte di Europa, Stati Uniti, Regno Unito e altri, che spingerebbero al ribasso il prezzo del petrolio russo e deprimerebbero le entrate di Putin, consentendo al contempo a una maggiore offerta di petrolio di raggiungere il mercato globale”, ha spiegato Yellen.

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Come funzionerebbe questo price cap sugli idrocarburi? L’eccezione, ha dettagliato la segretaria al Tesoro dell’amministrazione Biden, consisterebbe in un meccanismo che agisce sulle assicurazioni delle petroliere che trasportano greggio russo, o sul loro finanziamento. Concretamente, sarebbe una restrizione o un bando totale che scatterebbe superata una certa soglia.

Con l’ultimo pacchetto di sanzioni, l’UE ha promesso di cancellare i servizi di assicurazione e riassicurazione alle petroliere che esportano greggio di Mosca entro 6 mesi. E sta cercando un accordo con la Gran Bretagna per dare a questa misura un respiro davvero globale. Circa il 95% delle coperture assicurative mondiali in questo settore, infatti, viene emesso dall’International Group of P&I Clubs, che ha sede a Londra ma segue la legislazione UE.

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Di fatto, gli Usa propongono di creare un sistema di eccezioni al bando europeo, in modo da poter regolare i prezzi ed evitare continui rialzi che stanno pesando molto su industria e consumatori. Soprattutto negli Usa, dove il prezzo alla pompa è arrivato a 5 dollari al gallone.

“Pensiamo che un’eccezione di prezzo sia anche un modo importante per prevenire effetti di ricaduta sui Paesi a basso reddito e in via di sviluppo che stanno lottando con i costi elevati di cibo ed energia”, ha continuato Yellen, che vuole far approvare la misura al vertice G7 di questa settimana.

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