Riforma RED, l’appello per escludere l’idrogeno blu

Aprire ai combustibili fossili low-carbon è controproducente, perché il rischio è vanificare tutti gli sforzi del Green Deal per spingere sulla transizione e alzare gli obiettivi sulle rinnovabili

Riforma RED: stop ai combustibili fossili low-carbon
credits: EC – Audiovisual Service

La lettera a Bruxelles sulla riforma RED firmata da 88 eurodeputati

(Rinnovabili.it) – I combustibili fossili low-carbon devono restare fuori dalla riforma della RED. Aprire a questa possibilità adesso è controproducente, perché fa rientrare dalla finestra quelle fossili che l’intero Green Deal sta tentando con fatica di accompagnare alla porta. Lo scrivono 88 europedutati alla Commissione, mentre si avvicina l’avvio della fase di revisione per la direttiva sull’energia rinnovabile (RED II).

L’esecutivo europeo avrebbe intenzione di espandere il campo di applicazione della Direttiva, anche al di là delle rinnovabili. Questa mossa però “è controproducente e rischia di promuovere proprio i combustibili fossili che le rinnovabili dovrebbero sostituire nel sistema energetico europeo”, si legge nella lettera inviata il 31 marzo alla Commissione e ripresa dal portale Euractiv.

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“I combustibili non rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, compresi i cosiddetti combustibili fossili low-carbon’, non dovrebbero essere inclusi in alcuna disposizione ai sensi della Direttiva sulle energie rinnovabili né dovrebbero contare per l’obiettivo vincolante 2030 dell’UE per le energie rinnovabili”, continua la lettera.

Altrimenti, la riforma RED si trasforma in un’occasione di greenwashing per certi combustibili. Ad esempio, per l’idrogeno prodotto a partire da gas naturale attraverso un processo di steam reforming, con cattura e stoccaggio della CO2 prodotta (idrogeno blu).

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Tutto nasce dalle parole della Commissaria per l’Energia Kadri Simson, che di recente ha annunciato che il processo di revisione della Direttiva RED, previsto per giugno prossimo, includerà un nuovo schema di certificazione per i combustibili rinnovabili e low-carbon. Dichiarazione fatta da un palcoscenico particolare: un meeting organizzato dall’industria della raffinazione di prodotti petroliferi.

Secondo Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe,“mentre la direttiva sulle energie rinnovabili sarà un importante veicolo per sviluppare le basi di un solido meccanismo di tracciabilità e certificazione per l’idrogeno rinnovabile, inserire qualsiasi tipo di misura di sostegno per l’idrogeno a basse emissioni di carbonio come parte della direttiva sarebbe controproducente in termini di raggiungimento della decarbonizzazione”. Oltre agli 88 eurodeputati, la lettera è stata firmata anche da gruppi ambientalisti, sindacati e utility energetiche.

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