Il sistema energetico UE regge ma l’industria delle rinnovabili preoccupa

In videoconferenza i ministri europei dell’energia ribadiscono la sicurezza e le resilienza dell’approvigionamento comunitario. Ma il commissario Simson avverte: “Dobbiamo preservare la leadership nelle tecnologie pulite”

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Il Ministro dell’ambiente e dell’energia Tomislav Ćorić. Copyright © 2020 Ministero degli Affari esteri ed europei della Repubblica di Croazia

Le prossime priorità del sistema energetico UE? riqualificazione edilizia, idrogeno verde e rinnovabili marine

(Rinnovabili.it) – Si è tenuta ieri la videoconferenza dei ministri europei dell’energia, presieduta dal croato Tomislav Ćorić e con la partecipazione del commissario europeo Kadri Simson. Un momento di confronto per valutare le misure già adottate e quelle da applicare in futuro ai fini del rafforzamento del sistema energetico UE. E per identificare le modalità con cui il comparto stesso possa contribuire alla ripresa nel breve e medio termine.

“Questo è il momento giusto per riflettere su come il settore energetico possa elevare gli immensi sforzi necessari per rilanciare le nostre economie”, ha dichiarato Ćorić. La transizione verso l’energia pulita, verso la crescita verde e la neutralità climatica può rappresentare un’importante opportunità per stimolare la ripresa delle economie degli Stati membri”.

Mentre il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen promette di porre il Green Deal europeo al centro del piano di risanamento, i ventisette cercano piuttosto di capire quali delle misure verdi siano da subito implementabili. Il Consiglio ha, infatti, delle precise preferenze. I ministri appoggiano soprattutto il nuovo piano di riqualificazione edilizia annunciato da Bruxelles, gli investimenti anticipati nelle infrastrutture e il meccanismo di transizione giusta.

Rimane un dato di fatto: il sistema energetico UE è resiliente e attualmente non vi è alcun rischio di interruzione dei sistemi di approvvigionamento”. In una nota stampa il consiglio dell’energia ha spiegato come la tenuta dell’approvigionamento e della sicurezza energetica sia merito di un mercato interno dell’energia ben funzionante e di solide misure di preparazione; compresa una stretta cooperazione tra gli Stati membri.

C’è, però, un punto che preoccupa soprattutto l’esecutivo europeo. Come spiegato da Simson, che all’interno della Commissione UE occupa la poltrona dell’energia, la situazione più grave è quella dell’industria europea delle rinnovabili, in particolare eolico e solare. “La crisi ha mostrato la vulnerabilità delle nostre catene di approvvigionamento, ridotto livelli di investimento, causato ritardi progettuali nei mercati emergenti. In alcuni casi, ha anche interrotto la produzione in Europa”. 

“Deve essere una priorità per tutti noi rispondere a ciò, preservando la leadership dell’Europa nelle tecnologie pulite”.

Il ruolo del sistema energetico UE nel post coronavirus

Simson ha ribadito il ruolo primario del Green deal e quello del comparto energetico. E ha individuato tre aree in cui si dovranno concentrare gli sforzi. La prima è quella edilizia, con un ampio piano di riqualificazione energetica di case, ospedali, scuole e PMI. “Per sostenere tale investimento, dobbiamo anche rendere il rinnovamento il più semplice possibile. Ecco perché presenterò a settembre l’iniziativa ‘Renovation Wave’, per stimolare il riqualificazione con azioni concrete”.

Il commissario ha anche preannunciato un lavoro sulla strategia di integrazione del sistema energetico, seconda area clou. “Si concentrerà su come aumentare il ruolo dell’elettricità rinnovabile attraverso l’elettrificazione dei consumi e su come utilizzare i gas verdi nei settori difficili da decarbonizzare. Entro la fine dell’anno presenterò anche un nuovo approccio strategico alle energie rinnovabili offshore, per essere sicuro di sfruttare tutto il potenziale di quel settore strategico”.

“Infine, potremmo concentrarci su tecnologie pulite innovative come batterie ed elettrolizzatori per la produzione di idrogeno. L’Europa sarà un leader ancora più forte nelle energie rinnovabili se l’idrogeno verde diventerà competitivo e diffuso nel prossimo decennio”.

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