Tetto al prezzo del gas: cosa vuole fare l’Europa?

La presidenza ceca di turno del Consiglio propone molte opzioni per affrontare la crisi energetica e limitare l’impatto di un’interruzione totale delle forniture di gas russo. Da diverse varianti del price cap a rimodulazioni del mercato dell’energia Ue, ecco tutte le opzioni sul tavolo

Tetto al prezzo del gas: Madrid e Lisbona propongono 30€/MWh
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Il 9 settembre i Ventisette discutono del tetto al prezzo del gas

(Rinnovabili.it) – Tutte le opzioni restano sul tavolo, nessuna esclusa. Un ventaglio ben più ampio della semplice rimodulazione delle inframarginali proposta dalla Commissione. Dal tetto al prezzo del gas in arrivo dalla Russia a modifiche al mercato dell’elettricità, i paesi Ue non vogliono escludere a priori nessuna possibile misura aggiuntiva per affrontare l’inverno e mitigare la crisi energetica. Anche perché ormai è sempre più probabile che Mosca chiuderà del tutto i rubinetti, come ha appena fatto con il Nord Stream 1.

Un tetto al prezzo del gas e le altre opzioni allo studio

È quanto emerge dall’ultima bozza del documento che la presidenza ceca presenterà come base per la discussione durante la riunione straordinaria del Consiglio sull’energia in calendario per il 9 settembre. Appuntamento cruciale: lì si deciderà la linea Ue per i prossimi mesi. Il testo va molto oltre la proposta d’azione avanzata dalla Commissione la settimana scorsa. Include l’opzione di mettere dei price cap su rinnovabili, nucleare e carbone, ma a fianco di molti altri strumenti.

Per limitare l’impatto dei prezzi altissimi del gas su quelli dell’elettricità, i Ventisette discuteranno di mettere un tetto al prezzo del gas usato per la generazione elettrica, anche se temporaneo. Opzione che si affianca a quella di un price cap per il gas importato dalla Russia, a cui da Mosca hanno già risposto: se entra in vigore, interromperemo le forniture.

Allo studio c’è poi anche l’esclusione temporanea del gas dalle fonti che determinano la formazione del prezzo dell’elettricità. Oggi, il prezzo all’ingrosso dell’energia sul mercato Ue è dettato dall’ultimo impianto entrato in funzione per soddisfare la domanda complessiva. Visto che le fonti meno costose vengono selezionate per prime, spesso il prezzo è dato da una fonte con costi di generazione maggiori: appunto, il gas.

Il documento dettaglia poi altre opzioni per supportare il mercato unico dell’energia. Tra queste c’è una linea di aiuto al credito per gli operatori schiacciati dalle margin call. Questi vendono sui mercati energia che produrranno entro 1-2 anni e devono mantenere un fondo di garanzia che salvaguardi il mercato in caso di un loro default prima che quell’energia venga prodotta. Con l’aumento del prezzo del gas, i margini sono aumentati e gli operatori sono in fortissima crisi di liquidità per gli anticipi miliardari da versare. Oltre all’aiuto al credito, il Consiglio discuterà anche di un tetto ai rialzi automatici dei margini e a misure per limitare la speculazione sul mercato dell’energia.

Inoltre, la presidenza ceca di turno del Consiglio propone di lanciare una valutazione sui possibili usi del mercato del carbonio Ue per rispondere alla crisi energetica. L’iniziativa converge con la proposta della Commissione, avanzata con la riforma dell’Ets, di vendere parte dei permessi che negli anni scorsi sono stati ritirati nel “congelatore” della Market Stability Reserve. (lm)

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