Dal price cap al petrolio russo del G7 all’ipotesi UE di stretta sul gas

Mentre il forum delle Finanze approva un limite al prezzo del greggio russo, circolano le prime indiscrezioni sul piano della Commissione europea contro il caro energia. Studiata rimodulazione per le inframarginali. Von der Leyen: “è tempo di un price cap per il gas russo”.

price cap
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(Rinnovabili.it) – La parola del momento in ambito energetico? Price cap. Letteralmente “limite di prezzo”. Il prezzo di cosa? Del petrolio stando alla dichiarazione finale del G7 Finanze. I ministri di Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti hanno concordato in queste ore di introdurre un tetto al prezzo negli acquisti di greggio russo, al fine di limitare i guadagni del Cremlino sulle esportazioni. Per ora non è dato sapere l’entità del cap, ma il ministro delle finanze tedesco, Christian Lindner, ci tiene a far sapere che l’azione valicherà i confini del forum intergovernativo. “Sul tetto al prezzo del petrolio, vogliamo costruire una coalizione ampia, oltre il G7”, ha affermato Linder. “Vogliamo convincere tutti i paesi dell’Ue e anche oltre”.

Il vertice può ovviamente contare sull’Esecutivo UE che, attraverso le parole del suo commissario agli affari economici e monetari Paolo Gentiloni, fa sapere di essere pronto a “lavorare per raggiungere l’unanimità tra i 27 Stati membri al fine di attuare questa misura nell’UE”. “Il nostro obiettivo – ha dichiarato Gentiloni a margine dell’incontro del G7 – è farlo in linea con la tempistica concordata nell’ambito del sesto pacchetto di sanzioni dell’UE, ovvero il 5 dicembre 2022 per il petrolio greggio e il 5 febbraio 2023 per i prodotti petroliferi”.

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Ma un altro price cap potrebbe abbattersi sull’energia di Mosca. Parlando a margine di una riunione in Germania, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha aperto alla possibilità di introdurre un tetto anche nel settore del gas. “Putin preferisce bruciare il gas piuttosto che consegnarlo secondo i contratti stipulati all’Europa o ad altre regioni”, ha dichiarato von der Leyen. “Credo fermamente che sia giunto il momento di fissare un prezzo massimo al gas russo in arrivo in Europa“. Una dichiarazione che è stata accolta da due reazioni immediate: quella rabbiosa di Mosca che, tramite il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa Dmitry Medvedev, ha minacciato la chiusura completa dei gasdotti; e quella finanziaria con una breve risalita dei future sul mercato di Amsterdam.

In realtà il price cap sul gas russo è, almeno per ora, solo una delle diverse ipotesi studiate da Bruxelles per contrastare il caro energia. “C’è anche una base legale a livello europeo per scremare temporaneamente i profitti come misura di emergenza in un momento di crisi”, ha aggiunto la presidentessa europea. L’idea, riportata anche in una bozza di documento non ufficiale visto dalla Reuters, è quella di includere nel prossimo pacchetto di misure UE un tetto al prezzo dell’elettricità. L’intervento si applicherebbe solo alle tecnologie di produzione elettrica inframarginali, come l’eolico, il fotovoltaico, il nucleare e il termoelettrico alimentato a lignite. L’esecutivo starebbe valutando anche misure di riduzione della domanda elettrica, attraverso remunerazioni dedicate per imprese e consumatori.

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