Robin Hood Tax: 2,8 mld di gettito dal 2011 al 2012

Secondo l’analisi dell’Authority inoltre nel 2011 è possibile che 144 società energetiche abbiano violato la legge traslando in bolletta, tutta la maggiorazione IRES o parte di essa

Robin Hood Tax: 2,8 mld di gettito dal 2011 al 2012(Rinnovabili.it) -L’Autorità per l’Energia e il Gas pubblica il rendiconto biennale sulla Robin Hood Tax, la maggiorazione dell’aliquota IRES introdotta nel 2008 dal governo Berlusconi per restituire ai cittadini degli extraprofitti dell’energia. Per evitare la cosiddetta “traslazione dell’onere” della tassa per le compagnie di produzione e trasmissione dell’energia sui consumatori finali, nello stesso anno è stato attribuito per decreto all’Authority il compito di effettuare controlli sulle società interessate affinché la Robin Tax non si traducesse in corrispondenti e ingiustificati aumenti dei prezzi dei carburanti e di altri prodotti derivati dal petrolio.

 

Dalla Relazione annuale sull’attività di vigilanza dell’Authority, emergono due dati importanti: il gettito di oltre 2,8 miliardi di euro determinato dall’imposta  negli anni 2011 e 2012 e la progressiva diminuzione dei soggetti vigilati passati dai 552 del 2009 ai 386 nel 2012. Il rapporto, il sesto del suo genere inviato al Parlamento, descrive gli effetti sulla vigilanza delle novità normative introdotte dal Legislatore nel corso del 2013 e riporta gli esiti delle verifiche svolte sui dati contabili trasmessi dalle società fornendo un’analisi quantitativa dei mercati vigilati. Del gettito stimato di oltre dei 2,8 miliardi e più di gettito stimato, 2,4 provengono da imprese del settore elettrico e del gas e circa 400 milioni da società petrolifere.

 

Rispetto agli accertamenti sul divieto di traslazione, la Relazione sottolinea che “il monitoraggio svolto per il triennio 2010-2012 ha evidenziato ancora una volta che una parte dei soggetti vigilati ha adottato politiche di prezzo che generano un incremento dei margini non sufficientemente motivato”. In particolare per l’esercizio 2011, su 401 soggetti vigilati,  è stata riscontrata una variazione positiva del margine di contribuzione in 144 casi. L’addizionale IRES dovuta da questi operatori ammonta a circa 508 milioni di euro (su un totale di 1.482 milioni di euro) dei quali 146 milioni sono relativi al settore petrolifero e 362 a quello dell’energia elettrica e gas. Ai soggetti che presentano maggiori indizi di traslazione stanno per essere trasmesse specifiche richieste di motivazione per svolgere gli ulteriori approfondimenti necessari a individuare i casi di possibili condotte traslative.