Accumulo gravitazionale, 100 mln per la tecnologia di Energy Vault

Round di serie C per i finanziamenti alla startup svizzera, sviluppatrice di un innovativo sistema di stoccaggio energetico: una gru a sei braccia, che solleva e impila blocchi da 35 tonnellate

accumulo gravitazionale
Credits: Energy Vault

(Rinnovabili.it) – Sollevare, impilare e poi riportare a terra pesanti mattoni, come in un sofisticato gioco di costruzioni. È l’idea alla base al sistema di stoccaggio stazionario ideato dalla startup svizzera Energy Vault, una versione originale del sempre più diffuso concetto di accumulo gravitazionale. Ispirato ai principi dell’idroelettrico a pompaggio, l’impianto proposto dalla società è composto da una gru in acciaio a sei braccia, alta quasi 120 metri. E da blocchi di 35 tonnellate, costituti da materiale di scarto locale: dai rifiuti altrimenti destinati in discarica ai resti dell’attività mineraria. 

Controllata attraverso un software proprietario, la gru porterebbe in alto i blocchi impilandoli uno sull’altro grazie all’energia elettrica prodotta da eolico e fotovoltaico nelle ore di bassa domanda; per rilasciare l’energia immagazzinata, li riporterebbe in basso sfruttando la gravità (ma in maniera controllata) e convertendo così l’energia cinetica dalla discesa in elettricità. Per rendere il meccanismo il più efficiente possibile, la startup ha messo a punto degli algoritmi che calibrano e controllano i cicli di carica e scarica.

Leggi anche Tecnologie di accumulo: arriva la torre a mattoncini di Energy Vault

Idea stravagante? Non per quei finanziatori come Prime Movers Lab, SoftBank Vision Fund, Saudi Aramco Energy Ventures, Helena e Idealab X, che hanno sborsato 100 milioni di dollari con l’intento di accelerare la messa in commercio del sistema. Le risorse, round di serie C per la società, supporteranno la crescita aziendale, accelerando le implementazioni multicontinentali della sua innovativa piattaforma EVx™, inclusa la realizzazione di una solida pipeline di accordi nei mercati di Stati Uniti, Medio Oriente, Europa e Australia. L’obiettivo è iniziare a distribuire l’impianto di accumulo gravitazionale negli USA durante il quarto trimestre del 2021, puntando al mercato globale nel 2022.

 “Il sistema […] è progettato per essere efficiente in termini di costi, affidabile, completamente sicuro da utilizzare e sostenibile dal punto di vista ambientale”, spiega l’azienda in una nota stampa. “Viene implementato attraverso una catena di approvvigionamento altamente localizzata che massimizza la creazione di posti di lavoro e l’impatto economico; il tutto sostenuto da una scienza dei materiali all’avanguardia e da software proprietario tecnologie”.

Leggi anche Se la batteria di flusso inizia a produrre idrogeno pulito

La nuova piattaforma EVx, lanciata ad aprile 2021, introduce sensibili miglioramento nel sistema, a partire da un’efficenza roundtrip (Rapporto fra l’energia ceduta nella fase di scarica e l’energia assorbita) dell’80-85%, una vita tecnica di oltre 35 anni e un design flessibile e modulare con un’altezza inferiore del 45% rispetto al primo modello.

Articolo precedenteFrangisole fotovoltaico in perovskite, l’evoluzione delle schermature solari
Articolo successivoBarcellona: facciata fotocatalitica per la riqualificazione sostenibile di D525

8 Commenti

  1. Scusate, ma ho capito bene? Questi comprano l’energia a basso prezzo, ne sprecano un po’ per immagazzinarla e poi te la rivendono a un prezzo più alto?

  2. Qui in montagna sono 60 anni che pompano acqua su nelle dighe di notte per poi sfruttarla di giorno quando c’è maggior bisogno e prezzo più alto.

  3. Ho provato a fare un conto di quanta energia immagazzina un blocco Da 35 tonnellate a 120 metri di quota. Spero di non aver sbagliato i conti ma il numero è davvero ridicolo. Mi escono 12 kWh.

    • non sbagli: 35 000*9.81*120/3600
      Energia potenziale m*g*h (massa in kg, accellerazione di gravità 9.81 m/s*s, altezza in metri) energia in J (W*S).
      3600 J=1 Wh
      Dai calcoli 11445 Wh.
      D’altro canto, se per accumulo idroelettrico si utilizzano milioni di metri cubi, circa 1000 kg cadauno, con salti fino ai 1000 m (es centrale di Entracque)….

  4. anche i’ accumulatore del mio impianto fotovoltaico ha un “costo” energetico di ricarica, per cui il rendimento non e” certo del 100%, quindi sul fatto in se’ non ci vedo molto di strano. il dubbio (che molti hanno espresso) e’ quanto questo costo sia almeno confrontabile. l’idea di sfruttare un principio meccanico per l’accumulo non sembra male, ma per ora sembra ancora solo un prototipo i cui limiti sembrano ancora importanti e probabilmente alquanto migliorabili. sarebbe utile capire a fronte del costo, ingombro, impatto paesaggistico dell’impianto, quanto sia la resa, attuale e potenziale, cosa che nell’articolo non viene approfondita.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui