Trasformare i grattacieli in batterie gravitazionali

I ricercatori dell’International Institute for Applied Systems Analysis hanno studiato un nuovo concept per l’accumulo di energia nelle città, integrato direttamente negli edifici

batterie gravitazionali
Foto di Sekau67 da Pixabay

Gli scienziati stimano un potenziale di 300 GWh realizzabili tramite le batterie gravitazionali nei grattacieli

(Rinnovabili.it) – L’accumulo gravitazionale non costituisce più una novità. È dal 2012 che le cosiddette “gravity battery” hanno fatto il loro debutto ufficiale nel mondo dello stoccaggio energetico. E oggi più di una società ne ha dimostrato le potenzialità grazie a progetti su scala reale che sfruttano pozzi minerari, cave o montagne. Ma i ricercatori dell’Istituto internazionale di analisi dei sistemi applicati (IIASA) di Vienna, in Austria, intendono portare la tecnologia su un altro livello. O, meglio, in un altro ambiente: quello densamente urbanizzato delle metropoli.

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Energy (testo in inglese), gli scienziati hanno proposto di trasformare i grattacieli in gigantesche batterie gravitazionali. Come? Attraverso il loro Lift Energy Storage System, sistema che sfrutterebbe gli impianti elevatori e gli appartamenti vuoti per immagazzinare energia in edifici molto alti. L’idea è di accumulare energia sollevando contenitori di sabbia bagnata o altri materiali ad alta densità. Fondamentalmente, il LEST trarrebbe vantaggio da qualsiasi tempo di fermo dell’ascensore, spostando la sabbia dal fondo dell’edificio verso l’alto, in caso un eccesso di produzione elettrica in rete. E dall’alto verso il basso per liberare energia, quando la domanda elettrica dovesse crescere. Il team IIASA ha proposto di costruire una serie di rimorchi autonomi robotizzi per raccogliere i pesi e trainarli dentro e fuori dagli ascensori. Conservando quest’ultimi lungo i corridoi, o in appartamenti vuoti, o in spazi inutilizzati.

Batterie gravitazionali LEST, quali potenzialità?

“Sono sempre stato affascinato dagli argomenti che coinvolgono l’energia potenziale; in altre parole, la generazione di energia con i cambiamenti di altitudine, come l’energia idroelettrica, il pompaggio, il galleggiamento”, spiega l’autore principale dello studio, Julian Hunt.E il concetto di accumulo gravitazionale ha recentemente ricevuto parecchia attenzione dalla comunità scientifica e delle start-up. L’idea di LEST mi è venuta in mente avendo trascorso molto tempo a salire e scendere in un ascensore da quando mi sono trasferito in un appartamento al 14° piano”.

Gli scienziati stimano per le batterie gravitazionali LEST un costo tra i 21 e i 128 dollari al kWh, a seconda dell’altezza dell’edificio. Il tutto ovviamente al netto di una serie di problemi pratici ancora da risolvere. “LEST  – si legge nella pubblicazione – risulta particolarmente interessante nel fornire servizi ausiliari decentralizzati e servizi di accumulo di energia con cicli giornalieri o settimanali. Il potenziale globale della tecnologia si concentra sulle grandi città con grattacieli e si stima che sia compreso tra 30 e 300 GWh”.

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