Uk: dal governo un nuovo piano energetico per le comunità

Secondo quanto affermato dalla Regina il governo starebbe preparando il piano energetico che prevede la partecipazione delle comunità ai nuovi progetti eolici e solari

Piano energetico(Rinnovabili.it) – La regina d’Inghilterra ha a cuore la questione ambientale e nel discorso tenuto ieri ha sottolineato l’importanza della riduzione della distribuzione dei sacchetti monouso in plastica per limitare i danni ambientali e l’inquinamento. Accanto a questa dichiarazione anche l’indiscrezione secondo la quale il governo starebbe progettando una nuovo piano energetico a carico delle comunità al fine di aumentarne la partecipazione in progetti finalizzati alla diffusione delle energie rinnovabili, soprattutto progetti eolici o solari.

“La proprietà condivisa di progetti locali di energia rinnovabile non solo è in grado di  aiutare le comunità a svolgere un ruolo maggiore nel sistema energetico del Regno Unito ma permette di ottenere ricompense finanziarie”, ha detto una fonte governativa al The Guardian.

“Il diritto alla proprietà condivisa darà alla comunità la capacità di investire nelle green energy direttamente da casa – raccogliendo l’investimento finanziario e garantendo che questi sviluppi rimangano legati alle loro comunità locali” ha concluso.

Sul quotidiano è stato specificato che le nuove regole saranno applicate a progetti di energie rinnovabili commerciali con una capacità superiore a 5 MW o a progetti esistenti che intendono espandersi e superare i 5 MW di potenza.

 

Le proposte del governo potrebbero però dividere l’industria delle rinnovabili visto che le società hanno già da tempo ampliato la partecipazione delle comunità nei progetti energetici e temono che l’obbligo di inclusione possa danneggiare gli affari.

Gaynor Hartnell, della Renewable Energy Association (REA), ha detto che l’industria è rimasta ottimista, convinta che si possa lavorare con il governo per aumentare la titolarità delle comunità in progetti di energia pulita senza la necessità di una regolamentazione eccessiva. “L’industria è consapevole di queste competenze legislative, ma capisce che potrebbero rappresentare un freno. Un approccio volontario è riconosciuto come più vantaggioso dall’industria, dai rappresentanti di energia della comunità e dal Segretario di Stato”, ha specificato Hartnell.