Un grattacielo sulle Alpi svizzere, ecomostro o progresso?

    Lo studio americano Morphosis realizzerà a Vals in Svizzera un grattacielo hotel di 381 m. Ecomostro o progresso? Gli architetti parlano di “mimetizzazione” con il panorama

    Ecomostro o progresso? Il grattacielo sulle Alpi svizzere

    (Rinnovabili.it) – Nel 2019 il primo sguardo sulla località montana di Vals in Svizzera non cadrà sulle case in legno, sui tetti spioventi ricoperti di scandole di pietra o sul campanile affusolato. L’attenzione si sposterà irrimediabilmente sul grattacielo di 381 metri che gli architetti dello studio Morphosis stanno per costruire nel Canton Grigioni. Ecomostro o progresso? Fino a dove possiamo spingerci senza danneggiare il contesto? E’ giusto o sbagliato?

     

    Nel 2006 in un’intervista Paolo Portoghesi rispose: “Prima di costruire, bisogna capire lo spirito e le caratteristiche di un ambiente. L’architettura deve definire un luogo a partire da ciò che quello stesso luogo era prima dell’intervento artistico (…) L’architetto deve considerare il contesto. Il contesto deve influenzare il suo lavoro: un’opera non è isolabile dal luogo.“

     

    Probabilmente i giurati del concorso che ha coinvolto 7 archistar e che hanno scelto un grattacielo di vetro per arricchire il paesaggio alpino non la pensano così, o forse siamo in un momento in cui la dichiarazione dell’architetto di Morphosis Thom Mayne, “Per quanto possibile l’hotel è un atto minimalista che reitera il sito e offre allo spettatore un mirroring, la prospettiva del paesaggio riflessa” è accettata e condivisa, e la costruzione di un edificio che si troverebbe perfettamente a suo agio a Manhattan a 1250 m di quota non scandalizza più nessuno.

     

    Il colosso di vetro conterrà 107 camere di un albergo extralusso, un bar panoramico all’ultimo piano, un ristorante, un centro benessere, una piscina, un fitness center, una galleria d’arte ed una biblioteca. Il progetto è finanziato da 7132 Ltd, che gestisce il resort che ospita le terme progettate da Peter Zumthor, e per questo la torre di vetro da 53.000 mq prenderà il nome 7132 tower.

     

    Una dichiarazione della società spiega: “Gli architetti di Morphosis sono stati scelti per la forza della loro proposta, che usa un approccio minimalista per aiutare l’hotel ad armonizzarsi con il resort esistente ed il panorama alpino.”

     

    Fino a qualche anno fa tutto questo non sarebbe stato possibile ed un intervento del genere sarebbe stato considerato un ecomostro e scartato in partenza. Oggi le vedute si sono aperte e un grattacielo di quasi 400 metri viene considerato “mimetico”, un percorso opposto a quello di Rem Koolhas che negli anni ’90 nel libro Junkspace lanciava lo slogan “Fa***lo il contesto!” ma oggi sostiene “la necessità di ascoltare il passato”, ripudiando i suoi vecchi principi.

     

    morphosis-thom-mayne-7132-hotel-therme-vals-skyscraper-switzerland-designboom-07

    4 Commenti

    1. quasi quasi ci son più appartamenti nel grattacielo che in tutto il paese…
      mah…

      Se ci mettono un cerchio in cima, sembra quasi il cartello di limite di velocità della stradina della foto (stradina così stretta da non avere forse la linea di mezzeria).
      Altro che fuori contesto…il contesto c’è eccome
      ^_^”’

    2. Sinceramente non mi sento di seguire l’orientamento culturale ed economico che ha portato a questa scelta, quali che siano gli aspetti funzionali, tecnologici ed economici, in quanto mi pare che non sia consono agli orientamenti attuali in tema di rispetto dell’ambiente e delle sue preesistenze (in questo caso l’ambiente della montagna).

    3. Certo che è un ecomostro. Mi stupisco che voi stiate ancora a ponderare la cosa. Questi archistar sono dei delinquenti paesaggistici.

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