L’Italia colma un vuoto legislativo vietando il fracking entro i confini nazionali. Il relatore, Enrico Borghi: “Tutelate le falde acquifere e il sottosuolo”

Il tentativo della Commissione ambiente è quello di far “confessare” le compagnie che trivellano il suolo italico: «I titolari dei permessi di ricerca o di concessioni di coltivazione – recita infatti il testo dell’emendamento – comunicano entro il 31 dicembre 2014 al Ministero dello Sviluppo economico, al Ministero dell’Ambiente e all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, i dati e le informazioni relativi all’utilizzo pregresso di tali tecniche per ciascun titolo, anche in via sperimentale». Non solo: saranno tenuti anche a comunicare i dettagli degli additivi chimici adoperati, precisandone la composizione. E chi non si adegua perde il titolo concessorio o il permesso. La misura piace ad Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente della Camera, che plaude ai relatori: «Si tratta di un provvedimento molto importante e articolato, che promuove misure in sostegno della green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali».











