Greenbuilding, i migliori edifici al mondo in gara a Berlino

    Zaha Hadid e BIG di fianco a firme italiane dell’architettura, il terremoto a L’Aquila e soluzioni ipogee per limitare l’impatto ambientale in montagna. Ecco alcuni dei progetti in gara più interessanti

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    (Rinnovabili.it) – Sono 343 le candidature selezionate nella shortlist finale per il 2016 World Architecture Festival Awards che si terrà a Berlino a novembre. Progetti provenienti da 58 paesi diversi, suddivisi in due macro-categorie: opere già costruite e progetti futuri. Più altre categorie specifiche, dalle opere sportive agli uffici, dalle scuole ai progetti che prendono in carico luoghi comuni e riqualificano interi quartieri o comunità locali. E non mancano ovviamente ottimi esempi di greenbuilding. Qui di seguito una  breve selezione delle proposte più interessanti.

     

    Greenbuilding, i migliori edifici al mondo in gara a Berlino

    Montagne di tetti verdi

    Portano la firma dello studio BIG le Hualien Residences di Taiwan. Strutture che ricordano profili di una fitta catena montuosa, ma a poche decine di metri dalla costa. La peculiare forma esteriore del complesso è studiata per ridurre al minimo il guadagno di calore in un clima difficile come quello del mar cinese meridionale. Per lo stesso scopo, BIG ha tappezzato la sua opera di tetti verdi.

     

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    Dopo il terremoto a L’Aquila

    Ci sono anche due nomi italiani: quelli di Elisa Burnazzi e Davide Feltrin, che insieme hanno dato vita allo studio Burnazzi Feltrin Architetti. L’opera in concorso è un centro di aggregazione a Poggio Picenze, vicino a L’Aquila. L’edificio precedente è stato danneggiato nel 2009 dal terremoto, di cui gli architetti hanno voluto conservare memoria: il tetto verde ha un andamento a zig zag che richiama le crepe causate dal sisma. Gli esterni sono interamente in legno di larice.

     

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    Il Museo Messner in vetta al Plan de Corones

    Nonostante i 1.000 mq di superficie dedicati all’esposizione museale progettata da Zaha Hadid, solo una minima parte ha richiesto costruzioni fuori terra. Il museo è prevalentemente ipogeo, con un impatto ambientale minimo. La caratteristica ipogea dell’opera di Hadid permette di mantenere sotto controllo la temperatura interna del museo ottimizzando l’efficienza energetica.

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    L’ufficio del futuro

    È il primo ufficio al mondo a essere progettato e costruito interamente con la stampa 3D. La fase di stampa di questo primo modello è durata 17 giorni, poi le squadre hanno ultimato interni ed esterni. La fase di installazione in sito invece ha richiesto 2 giorni di lavoro. Il risultato è che nel complesso i costi di produzione sono stati tagliati del 50%. La stampante 3D impiegata misura 6 m di altezza, 36 di lunghezza e 12 di larghezza. L’ufficio è stato dotato di dispositivi per migliorare l’efficienza energetica e per la climatizzazione passiva.

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