Urban Farm: un ecoquartiere modello per la Cina

    Si chiama “Flavors Orchard” ed è il progetto presentato da Vincent Callebaut per un nuovo ecoquartiere cinese che trasformerebbe le città in Urban Farm

    1 Urban Farm un ecoquartiere modello per la Cina(Rinnovabili.it) – Vivere in case che producano più di quello che consumiamo immersi nel verde, dimenticarsi le fonti fossili sfruttando solo energia rinnovabile, coltivare verdure biologiche in pieno centro città attraverso le urban farm e ancora andare al lavoro in bicicletta senza temere per la nostra incolumità o per la nostra salute immersi in un ambiente sano e privo di smog.

     

    Questo l’obiettivo utopistico della proposta per l’ecoquartiere  “Flavors Orchard” presentata dall’architetto Vincent Callebaut per il distretto cinese di Kunming in Cina. Oltre a rivoluzionare completamente il tessuto urbano che si affaccia sulle sponde del fiume Daguan, il progetto tenta di frenare il massiccio esodo verso le campagne che sta interessando la Cina, immaginando la creazione di una serie di urban farm capaci di integrare città e campagna.

     

    2 Urban Farm un ecoquartiere modello per la Cina

     

    Nonostante le forme futuristiche, il progetto Flavors Orchard applicherebbe unicamente tecnologie ed innovazioni oggi disponibili sul mercato, generando un eco-quartiere arricchito di edificio ad alta efficienza, dotati di sistemi automatizzati per il controllo della temperatura sincronizzati con l’irraggiamento solare, connessi alla rete energetica alimentata da energia rinnovabile e perfettamente immersi in un tessuto verde.

    La Cina non è nuova a questo genere di proposte avendoci abituato ad una serie di progetti per ecoquartieri ricchi di dettagli estetici e render 3D, quasi a voler distogliere l’attenzione dal reale problema d’inquinamento che oggi colpisce le sue città.

     

     

    3 Urban Farm un ecoquartiere modello per la CinaUN MODELLO REPLICABILE – Flavors Orchard sorgerebbe al posto di un’area industriale oggi dismessa, per trasformarsi in un modello di sviluppo urbano replicabile anche nel resto della Cina, per assicurare una maggiore efficienza e sostenibilità specialmente nel settore edile, uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico. Ben 45 ville passive, ovvero capaci di produrre più energia di quella consumata, arricchirebbero l’ecoquartiere, articolandosi attorno ad una serie di urban farm: veri e propri edifici dedicati esclusivamente alla coltivazione diretta di ortaggi o frutti.

    Una serie di sistemi automatizzati permetteranno di memorizzare l’energia prodotta dalle turbine eoliche e dal fotovoltaico, reindirizzandola dove necessaria, arrivando ad alimentare anche le auto elettriche della città (le uniche ammesse nell’area urbana).