Rinnovabili • Calcolo GWP degli edifici: UE approva il metodo ufficiale per APE Rinnovabili • Calcolo GWP degli edifici: UE approva il metodo ufficiale per APE

Case green, il GWP entra nell’APE: via libera al metodo di calcolo UE

Pubblicato il Regolamento delegato C/2025/8723 di attuazione della Direttiva Case green: dal 2028 il calcolo del GWP negli edifici diventa obbligatorio negli APE delle nuove costruzioni

Calcolo GWP degli edifici: UE approva il metodo ufficiale per APE
Immagine generata con AI

La Commissione Europea ha compiuto un nuovo passo avanti verso la decarbonizzazione del settore edile con la pubblicazione del regolamento delegato C/2025/8723 che disciplina il calcolo del GWP degli edifici, ovvero il potenziale di riscaldamento globale dell’intero ciclo di vita delle nuove costruzioni. 

Basato sulla rifusione della Direttiva EPBD (2024/1275), il provvedimento punta  a garantire che i paesi dell’UE utilizzino una metodologia di calcolo del GWP (Global Warming Potential) comparabile, trasformandolo da parametro opzionale a requisito normativo stringente.

Questo approfondimento analizza come la metodologia del ciclo di vita (LCA) stia diventando il pilastro per i nuovi standard costruttivi europei.

Cos’è il Global Warming Potential (GWP) del ciclo di vita?

Il calcolo del GWP negli edifici non si limita a misurare quanto gas o elettricità consuma una caldaia o un condizionatore. È un indicatore che esprime il contributo di un immobile alle emissioni di gas serra lungo tutto il suo “arco vitale”.

Secondo i dati della Commissione, le nuove costruzioni rappresentano solo l’1% della superficie totale, ma sono responsabili di circa il 18% delle emissioni dell’intero ciclo di vita del patrimonio edilizio. Inoltre, il settore delle costruzioni e demolizioni genera il 40% dei rifiuti complessivi nell’UE.

Da qui la scelta di integrare il calcolo del GWP negli edifici come strumento chiave per la decarbonizzazione del settore.

Quali emissioni copre il calcolo del GWP negli edifici

Il calcolo integra due componenti essenziali:

  1. Emissioni operative: legate all’energia consumata per il riscaldamento, il raffrescamento e il funzionamento dell’edificio.
  2. Emissioni incorporate (Embodied Carbon): associate alla produzione dei materiali, al trasporto in cantiere, alle attività di costruzione, alla manutenzione, fino alla demolizione e allo smaltimento finale o riciclo dei componenti.

Il calcolo del GWP negli edifici somma queste due dimensioni, offrendo un indicatore sintetico ma molto più rappresentativo dell’impatto climatico reale.

Le scadenze della Direttiva: chi deve calcolare il GWP e quando?

La tabella di marcia definita dalla rifusione dell’EPBD è chiara e stabilisce obblighi progressivi per garantire una transizione fluida del settore verso la decarbonizzazione:

  • Dal 2028: l’obbligo di calcolo e indicazione del GWP nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) scatterà per tutti i nuovi edifici con superficie utile superiore a 1.000 m².
  • Dal 2030: il requisito del calcolo del GWP negli edifici si estenderà a tutte le nuove costruzioni, senza soglie minime di superficie.
  • Entro il 2027: gli Stati membri dovranno pubblicare una tabella di marcia nazionale che introduca valori limite di soglia per il GWP, definendo obiettivi di riduzione progressivi.

Il regolamento delegato modifica e sostituisce l’allegato III della direttiva (UE) 2024/1275, chiarendo gli aspetti seguenti:

L’Allegato tecnico: dove si decide davvero come calcolare il GWP

Il cuore operativo della nuova disciplina è l’Allegato al regolamento delegato, contenuto nel documento ST-16953-2025-ADD-1.
È qui che vengono definite le regole tecniche vincolanti per il calcolo del GWP negli edifici di nuova costruzione.

L’Allegato stabilisce che:

  • il periodo di studio di riferimento è fissato convenzionalmente in 50 anni;
  • il GWP deve essere espresso in kg di CO₂ equivalente per metro quadrato di superficie utile;
  • la superficie utile deve essere definita in modo trasparente, secondo standard riconosciuti a livello internazionale.

Questo allegato non è una linea guida: è diritto applicabile, destinato a incidere direttamente su progettazione e certificazione.

La definizione del ciclo di vita 

L’allegato scompone la vita di un edificio in fasi temporali standardizzate. Non si può più calcolare il GWP “a spanne”, ma bisogna seguire moduli specifici:

  • A1-A3: Estrazione materie prime e produzione dei materiali.
  • A4-A5: Trasporto in cantiere e installazione/costruzione.
  • B1-B7: Fase d’uso (emissioni operative, manutenzione e sostituzione di componenti come infissi o impianti).
  • C1-C4: Fine vita (demolizione, trasporto rifiuti, trattamento e smaltimento).
  • D: Benefici e oneri oltre il ciclo di vita (il valore del riciclo e del riutilizzo).

Trasparenza nell’APE: come cambiano le informazioni per l’utente

Il risultato del calcolo del GWP negli edifici non sarà un numero isolato. Il regolamento impone un formato trasparente che andrà esplicitato all’interno dell’Attestato di Prestazione Energetica. L’APE dovrà riportare una tabella dettagliata che mostri l’impatto di ogni singola fase. Questo permetterà di identificare immediatamente se un edificio è “green” solo sulla carta (bassi consumi operativi) o se lo è realmente (basso impatto dei materiali scelti).

Rinnovabili •

About Author / Alessia Bardi

Alessia Bardi è General Manager di Rinnovabili, dove unisce la visione strategica a una profonda competenza tecnica nel settore della sostenibilità. Precedentemente responsabile delle sezioni Green Building e Smart City, guida oggi l'approfondimento editoriale su temi cruciali quali l'efficienza energetica, l'innovazione urbana e la transizione climatica, forte del suo background in content strategy e organizzazione di eventi. Nel suo ruolo, agisce da ponte strategico tra il team editoriale e commerciale per integrare contenuti di valore, sales e nuovi progetti. Architetto con formazione al Politecnico di Milano, ha consolidato la sua carriera nell’ambito della progettazione sostenibile, bioedilizia e urbanistica, arricchita da esperienze internazionali in Spagna, Africa e India. Appassionata di design thinking e approcci cross-disciplinary, la sua visione è consolidare e implementare il ruolo di Rinnovabili quale media company di riferimento del settore, potenziando l'autorevolezza dei contenuti con forme di comunicazione innovative e di alto impatto. Crede fermamente che l'informazione di qualità e l’innovazione tech-driven siano leve decisive per accelerare la decarbonizzazione e generare soluzioni sostenibili e scalabili.