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A che punto è l’Italia con il recepimento della Direttiva Case Green?

Il 31 dicembre 2025 scade il termine ultimo per presentare la bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione, primo tassello della Direttiva EPBD 4. E l’Italia a che punto è?

A che punto è l’Italia con il recepimento della Direttiva Case Green?
Immagine generata con AI

Continua il ritardo italiano sulla Direttiva EPBD 4

Domani sarà il 31 dicembre 2025, data fatidica per la Direttiva Epbd 4 (Direttiva Case Green) e per tutti i Paesi membri dell’UE. Il perché è semplice: entro domani andrebbe inviato a Bruxelles la bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione. Il condizionale è d’obbligo soprattutto nel caso dell’Italia che sembra essere ancora lontana dall’effettivo recepimento dell’Energy Performance of Buildings Directive.

La conferma è arrivata dalla Commissione stessa che, poche settimane fa, ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del Belpaese per non aver rispettato gli obblighi restrittivi in materia di incentivi alle caldaie a combustibile fossile. Ma procediamo con ordine.

 Stop alle caldaie a combustibile fossile 

Il primo gennaio 2025 scattava il primo stop imposto dalla Direttiva EPBD 4, ovvero il divieto di incentivazione per l’installazione di caldaie alimentate da gas fossile. Se da una parte l’Italia ha eliminato gli incentivi fiscali diretti, dall’altro ha mantenuto nel Conto Termico 2.0 un contributo a favore di questi impianti. Motivo della lettera di richiamo da parte della Commissione Ue. 

Ancora nessun Piano nazionale all’orizzonte

Come sottolineato in apertura, entro il 31 dicembre 2025 l’Italia avrebbe dovuto inviare il Piano Nazionale di ristrutturazione (NBRP), un documento indispensabile per conoscere sia lo stato di fatto del patrimonio edilizio italiano sia la roadmap futura da attuare per traguardare tutte le scadenze della Direttiva Case Green.

L’EPBD prevede infatti un duplice step di riduzione di consumi medi degli immobili residenziali:

  • entro il 2030 una riduzione del 16% 
  • entro il 2035 una riduzione del 20-22%.
  • entro il 2050 totale decarbonizzazione del patrimonio immobiliare.

Il testo della Direttiva fornisce alcune linee guida, ma la strategia effettiva declinata sulle specificità del patrimonio nazionale, dovrà essere scritta da ciascuno Stato.

Di prassi, una volta inviata la bozza di Piano Nazionale di ristrutturazione a Bruxelles entro fine 2025, toccherà alla Commissione  rispondere con le dovute considerazioni.

Tutto ciò porterà alla fine del 2026 entro la quale dovrà essere redatto il Piano definitivo di ristrutturazione che ci condurrà verso il 2050.

E il recepimento nell’ordinamento nazionale?

L’altra scadenza che dovrebbe metterci in guardia è quella del 29 maggio 2026. A due anni esatti dall’entrata in vigore della Direttiva EPBD 4, anche l’Italia dovrà recepire nell’ordinamento nazionale da legge europea. Che purtroppo sembra sparita dai radar. Anche nel disegno di legge di delegazione europea approvato in Aula il 3 dicembre, non c’è traccia della Direttiva Case Green sollevando un gigantesco punto di domanda. 

Ad oggi, l’unica effettiva mappatura dello stock immobiliare italiano è stata effettuata da ENEA nel suo report La consistenza del parco immobiliare nazionale. Pubblicato a luglio 2024, lo studio è frutto del lavoro svolto in occasione del tavolo di lavoro sul settore civile istituito a ottobre 2023 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con il fine di raccogliere i dati mancanti per la stesura dell’allora Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) ed “elaborare proposte concrete per il raggiungimento degli sfidanti traguardi delineati dalle nuove direttive EPBD IV”.

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About Author / Alessia Bardi

Alessia Bardi è General Manager di Rinnovabili, dove unisce la visione strategica a una profonda competenza tecnica nel settore della sostenibilità. Precedentemente responsabile delle sezioni Green Building e Smart City, guida oggi l'approfondimento editoriale su temi cruciali quali l'efficienza energetica, l'innovazione urbana e la transizione climatica, forte del suo background in content strategy e organizzazione di eventi. Nel suo ruolo, agisce da ponte strategico tra il team editoriale e commerciale per integrare contenuti di valore, sales e nuovi progetti. Architetto con formazione al Politecnico di Milano, ha consolidato la sua carriera nell’ambito della progettazione sostenibile, bioedilizia e urbanistica, arricchita da esperienze internazionali in Spagna, Africa e India. Appassionata di design thinking e approcci cross-disciplinary, la sua visione è consolidare e implementare il ruolo di Rinnovabili quale media company di riferimento del settore, potenziando l'autorevolezza dei contenuti con forme di comunicazione innovative e di alto impatto. Crede fermamente che l'informazione di qualità e l’innovazione tech-driven siano leve decisive per accelerare la decarbonizzazione e generare soluzioni sostenibili e scalabili.