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Riqualificazione energetica in Italia: salto medio di 4,5 classi e risparmi fino a 1.800 euro l’anno

La riqualificazione energetica del patrimonio residenziale italiano tra il 2020 e il 2025 ha prodotto un salto medio di 4,5 classi energetiche, con benefici ambientali ed economici misurabili. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Riqualificazione Energetica basato su oltre duemila interventi realizzati su scala nazionale

Riqualificazione energetica: i risultati dell’Osservatorio 2020-2025
Immagine generata dall’AI

Riqualificazione energetica: i risultati dell’Osservatorio 2020-2025

La riqualificazione energetica degli edifici residenziali italiani ha registrato un’accelerazione significativa nel periodo 2020-2025, sostenuta dagli incentivi fiscali legati al Superbonus, allo sconto in fattura e alla cessione del credito, terminati per tutti il 31 dicembre 2025.

A fotografare l’andamento del settore è l’Osservatorio Riqualificazione Energetica condotto da Humans&Data, sulla base dei dati proprietari di Harley&Dikkinson. L’analisi prende in esame un campione di 2.177 interventi di riqualificazione immobiliare distribuiti sull’intero territorio nazionale.
Gli interventi analizzati hanno interessato complessivamente 2,4 milioni di metri quadrati di superficie riqualificata e hanno garantito un salto minimo di due classi energetiche, come certificato dall’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Il miglioramento medio rilevato è pari a 4,5 classi energetiche per regione.

Dal punto di vista ambientale, il risparmio stimato di emissioni di CO₂ è pari a 25,16 kg per metro quadro all’anno. Ai fini di questo calcolo, il campione dei cantieri è stato ricampionato a 931 unità per assicurare completezza e omogeneità dei dati. Come precisato nello studio, le stime derivano da valori teorici APE e non da un monitoraggio reale e continuo dei consumi energetici.

Distribuzione delle classi energetiche prima e dopo gli interventi

Prima degli interventi di riqualificazione, il patrimonio edilizio analizzato risultava fortemente concentrato nelle classi energetiche meno efficienti. Il 75,6% degli edifici si collocava infatti nelle classi più energivore, con la sola classe F che rappresentava il 30,2% del campione complessivo. Le classi ad alta efficienza energetica, dalla A1 alla A3, si attestavano complessivamente all’1,4%.
Dopo la riqualificazione, la distribuzione delle classi energetiche risulta profondamente modificata. Oltre il 60,2% degli edifici rientra in una delle quattro sottocategorie della classe A. In particolare, il 22,6% degli immobili raggiunge la classe A4, mentre le classi B e C rappresentano rispettivamente il 13,8% e il 13,6% del campione. Le classi più inefficienti risultano quasi del tutto eliminate.
La variazione media osservata conferma uno spostamento strutturale del patrimonio edilizio dalla fascia energetica più bassa verso i livelli di massima efficienza.

Risparmio economico e impatto sulle bollette

Il miglioramento delle prestazioni energetiche ha prodotto effetti economici diretti per le famiglie. Il risparmio medio stimato è pari a 12,1 euro al metro quadro, calcolato a partire dall’indice di prestazione energetica EPgl,nren riportato negli APE.

Il valore dell’indice è stato moltiplicato per la superficie dell’immobile, ottenendo il fabbisogno annuo espresso in kWh, successivamente valorizzato con il prezzo medio dell’energia nel periodo di riferimento. Il confronto tra la situazione pre e post intervento consente di stimare il risparmio economico annuale.

In termini pratici, per un appartamento di 100 metri quadrati il risparmio medio annuo supera 1.100 euro, mentre per una villetta unifamiliare può arrivare a oltre 1.800 euro l’anno. I risparmi più elevati si registrano nei casi di riqualificazione più profonda: il passaggio dalla classe G alla A4 genera un risparmio di 28,38 euro/mq, mentre quello dalla classe F alla A4 consente un risparmio di 21,14 euro/mq.

Tipologie di intervento più diffuse nei cantieri

L’analisi evidenzia una netta prevalenza di interventi sull’intero edificio. L’applicazione del cappotto termico è presente in oltre il 96% dei cantieri analizzati. Seguono l’installazione di impianti fotovoltaici, che interessa il 53% degli edifici, spesso senza sistemi di accumulo (55%), e gli interventi antisismici, rilevati nel 48,3% dei casi.

Per quanto riguarda i singoli appartamenti, la sostituzione degli infissi rappresenta l’intervento più frequente, con una diffusione pari all’84,6%, seguita dalla sostituzione della caldaia, presente nel 72,4% degli interventi. Le schermature solari sono state installate nel 41% dei casi, mentre il 37,6% degli appartamenti è stato dotato di un impianto fotovoltaico.

Distribuzione territoriale della riqualificazione energetica

Dal punto di vista geografico, il Mezzogiorno concentra il 61,6% dei cantieri analizzati e registra mediamente i salti di classe energetica più elevati. Il Nord Italia, che rappresenta il 25% degli interventi, mostra una maggiore concentrazione degli edifici riqualificati nelle classi energetiche intermedie B e C.

Nel dettaglio regionale, la Sicilia si distingue come la regione con la percentuale più elevata di interventi, pari al 21% del totale nazionale. Seguono la Campania con il 14% e la Lombardia con il 12% dei cantieri. Anche Calabria (8%), Lazio (7%), Abruzzo (6%) ed Emilia-Romagna (5%) presentano una partecipazione significativa.

Considerando la superficie complessiva riqualificata, Sicilia e Lombardia risultano le regioni con i valori più elevati, rispettivamente 529.745 e 501.324 metri quadrati. I miglioramenti medi di classe energetica più rilevanti si osservano in Sardegna (5,6 classi), Puglia (5,4) e Calabria (5,2), mentre gli incrementi più contenuti si registrano in Friuli Venezia Giulia, Toscana e Lombardia.

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