Tutto ok per il piano della BEI sulla finanza verde da 1.000 miliardi

Stop a investimenti nelle fossili e nell’espansione di aeroporti dal 2022. Entro l’anno tutte le attività finanziarie saranno allineate all’accordo di Parigi

finanza verde
Via depositphotos.com

La roadmap per la finanza verde era in discussione dal 2019

(Rinnovabili.it) – La Banca europea degli investimenti (BEI) fa un balzo in avanti sulla finanza verde. I governi dei paesi membri dell’Unione Europea hanno approvato ieri una roadmap da 1.000 miliardi di euro che fissa i paletti per i prossimi investimenti dell’istituto. L’intero pacchetto è strettamente vincolato a criteri di contrasto al cambiamento climatico. Il piano, ribattezzato ‘Climate Bank’, era in discussione fin dal 2019.

Sono diversi gli impegni presi dalla BEI. Quello con orizzonte più ravvicinato è l’allineamento di “tutte le attività finanziarie” dell’istituto con gli impegni presi nell’ambito dell’accordo di Parigi sul clima. Da portare a termine entro la fine dell’anno. Non significa una completa decarbonizzazione del portafoglio (che sarebbe comunque impensabile in un periodo di tempo così ristretto), ma fissa come criterio-guida il ‘non causare danno significativo’ agli obiettivi di Parigi.

Leggi anche Finanza verde: la BCE continua ad aiutare i grandi inquinatori

Più nel concreto, la banca europea con sede in Lussemburgo si impegna a cessare ogni finanziamento a progetti che coinvolgono le fonti fossili entro il 2022, e rinuncia anche a supportare iniziative come l’ampliamento di aeroporti, da cui dipenderebbe un aumento significativo delle emissioni globali.

“Si tratta di un importante contributo al ruolo dell’Europa che apre la strada verso la decarbonizzazione e un’economia verde, resiliente e socialmente inclusiva”, ha affermato in una dichiarazione il presidente della BEI Werner Hoyer.

Leggi anche Carbone mon amour: il 1° summit globale sulla finanza verde sarà un fallimento?

La sterzata verso la finanza verde della BEI è stata accolta con favore dalle organizzazioni ambientaliste. Anche se qualche critica non è mancata. Infatti, la versione definitiva del piano ha allentato un po’ alcune delle misure presenti nella prima versione, presentata nel 2019. In particolare, gli attivisti hanno lamentato che lo stop a investimenti in carbone e petrolio sia soltanto tra 2 anni, mentre in origine la deadline doveva essere il 2021. E poi la cancellazione dal piano delle strade: la BEI potrà continuare a finanziare nuove infrastrutture stradali.

Si tratta comunque di uno dei pacchetti più ambiziosi mai approvato da un istituto d’investimento. E probabilmente resterà tale ancora per qualche tempo. Proprio ieri, infatti, l’iniziativa Finance in Common si è rivelata un buco nell’acqua. Il summit organizzato dalla Francia riuniva 450 banche di sviluppo da tutto il mondo e voleva giungere a un impegno comune su criteri da adottare per decarbonizzare gli investimenti. Ma non se ne è fatto nulla. Nessuna intesa sul comunicato finale, che è stato diluito all’inverosimile fino a contenere solo blande frasi di circostanza e nessun impegno di rilievo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui