Imprese e competenze ESG: quando parità di genere e inclusione creano valore

Continua il ciclo di incontri inaugurato dalla piattaforma Open-es per accrescere le conoscenze in ambito ESG (Environmental, Social and Governance) delle imprese. A giugno riflettori puntati sull’equità di genere e la valorizzazione della diversità nel mondo del lavoro.

esg parità di genere

Open-es Competenze ESG: la community incontra gli esperti

Coltivare la diversità all’interno delle imprese crea valore. Un’azienda più equa ed inclusiva può contare, infatti, su un patrimonio diversificato e sfaccettato, in grado di determinare non solo un arricchimento interno – fornendo un ambiente di lavoro più sereno, produttivo e stimolante – ma anche un vantaggio economico sul lungo periodo migliorando l’employer branding. Tradotto in termini di strategie ESG (Environmental, Social and Governance) ciò può significare un riposizionamento aziendale e una maggiore appetibilità nei confronti degli investitori.

Di questi temi si è discusso a giugno nell’ultimo degli incontri “Competenze ESG: la community incontra gli esperti”, appuntamenti mensili organizzati dalla piattaforma digitale Open-es per accrescere le conoscenze della propria community nell’ambito della sostenibilità.

Leggi anche Open-es, per la collaborazione e lo sviluppo sostenibile delle filiere

Parità di genere e inclusione, un’opportunità per creare valore

L’evento si è focalizzato su una tematica chiave per il mondo del lavoro: il miglioramento della competitività e dell’innovazione aziendale attraverso la valorizzazione sociale. E più precisamente tramite la parità di genere e l’inclusione delle diversità. “Le politiche aziendali che riguardano le persone e la governance giocano un ruolo fondamentale per il posizionamento della sostenibilità di un’impresa – ha spiegato Letizia Macrì, Vice Presidente di ESG European Institute – e sono oggi sempre più centrali nelle valutazioni effettuate da investitori e grandi clienti nei propri processi di procurement”. D’altra parte diversi studi hanno provato l’esistenza di un solido legame tra la diversità, definita come una percentuale maggiore di donne e una composizione etnica e culturale mista nella leadership delle grandi aziende, e la sovraperformance finanziaria delle stesse. 

Poter valutare e misurare questi aspetti diviene, pertanto, fondamentale. Ecco perché Open-es Competenze ESG ha permesso di approfondire l’argomento, descrivendo i modelli di valutazione e certificazione presenti sul mercato. A partire dalla recente UNI/PdR 125:2022, la prassi di riferimento che definisce le linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere e la strutturazione di un insieme di indicatori prestazionali (KPI) ad hoc. 

L’incontro ha anche evidenziato i vantaggi offerti dai recenti interventi governativi in materia, come illustrato dall’Avvocato Ciro Cafiero, Giuslavorista ed Esperto di diritto del lavoro della Presidenza del Consiglio presso il Ministero delle Pari Opportunità. Nell’ultimo periodo sono state approvate una serie di misure normative per ridurre il divario di genere (dal Decreto Semplificazioni 2021 alla Legge 162/2021, passando per la nuova legge di Bilancio), finanziando anche un Sistema nazionale di certificazione della parità di genere (missione 5 del PNRR). Il sistema incentiva le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il gender gap in tutte le aree che presentano maggiori criticità, come le opportunità di carriera, la parità salariale a parità di mansioni, le politiche di gestione delle differenze di genere e la tutela della maternità.

“Gli interventi sono stati pensati per fornire una linea guida ed uno strumento utile per tutte le imprese, dai grandi gruppi aziendali alle piccole e medie imprese” ha sottolineato l’avvocato Cafiero, spiegando che “le imprese che intraprendono il percorso di certificazione possono usufruire di diversi vantaggi, tra cui benefici contributivi e punteggi premiali non solo ai fini dell’aggiudicazione degli appalti pubblici in forza delle modifiche al Codice degli Appalti, ma anche dell’ottenimento di aiuti di Stato e cofinanziamenti da parte delle Autorità europee”.

Open-es: “insieme per crescere fino allo zero”

Per far propri questi valori, viene in aiuto Open-es. La piattaforma, nata a marzo 2021 dalla partnership tra Eni, Boston Consulting Group e Google Cloud, ha creato per le aziende uno spazio dove crescere e migliorare le rispettive performance economiche seguendo i principi ESG, con l’obiettivo ultimo di dar vita ad un ecosistema virtuoso basato sulla collaborazione, la valorizzazione e la condivisione delle esperienze. Una community consapevole e in crescita, aperta a realtà industriali e finanziarie, e che oggi conta già oltre 6.700 imprese impegnate a misurarsi sulle performance di sostenibilità, a creare sinergie e a coinvolgere sul tema i propri stakeholder. 

Le parole d’ordine? Flessibilità, integrabilità, collaborazione e inclusività. Open-es offre una serie di strumenti per realizzare un percorso di continuo miglioramento comune ma ritagliato sulle esigenze singole. Dagli strumenti per misurare l’impatto ambientale e quantificare il grado di sostenibilità di un’impresa, a corsi e moduli formativi per i dipendenti; dal supporto nell’implementazione di strategie che coniughino sostenibilità e business, a servizi finanziari correlati ai piani di sviluppo sostenibile.

 “All’interno della piattaforma – spiega Stefano Fasani, Program Manager di Open-es – le imprese possono trovare tutto il necessario per intraprendere questo percorso di consapevolezza, miglioramento e certificazione, grazie all’area di collaborazione e all’hub di sviluppo, un nuovo e fondamentale spazio, dove sono disponibili numerosi servizi e prodotti offerti da provider o realtà innovative in ambito ESG, tra cui proprio il percorso di valutazione e certificazione sulla parità di genere e sulla diversità e inclusione nelle politiche aziendali”.

In collaborazione con Eni

Articolo precedenteSchneider Electric riceve il premio “2022 Microsoft Energy & Sustainability Partner of the Year”
Articolo successivoUSA: 500 mln per trasformare le miniere in centri di energia verde

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui