I sussidi alle fossili nel mondo valgono 3 Recovery Plan

Uno studio del FMI distingue tra sussidi espliciti e impliciti. I primi sono una quota minima: è il mancato costo dell’inquinamento dell’aria e dell’impatto dei cambiamenti climatici che determina prezzi dell’energia non allineati con i costi reali

Sussidi alle fossili: il G20 ha regalato ancora 3.000 mld dopo l’accordo di Parigi
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Nel 2020 i sussidi alle fossili sono stati 5.900 mld di dollari

(Rinnovabili.it) – Solo nel 2020, nelle tasche dei produttori di gas, petrolio e carbone, sono piovuti 5.900 miliardi di dollari. Più di tre volte l’intero PIL italiano, più del triplo del denaro stanziato dall’UE con il Recovery Plan per la ripresa post-Covid. Sussidi alle fossili che aggravano la crisi climatica e remano contro le decisioni prese nei consessi internazionali, come il G20 o la COP26 di Glasgow di novembre.

La cifra è astronomica (il 6,8% del PIL globale) e deriva da un calcolo del Fondo monetario internazionale che passa al vaglio sia i sussidi alle fossili espliciti sia quelli impliciti. Un approccio fondamentale per guardare al fenomeno nella sua interezza e coglierne tutte le ramificazioni. La quota dei sussidi alle fossili espliciti, infatti, è minoritaria. Solo l’8% del totale deriva da prezzi dei carburanti calmierati, mentre un altro 6% va sotto il capitolo agevolazioni fiscali.

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Tutto il resto, invece, corrisponde a quanto le compagnie fossili non hanno sborsato perché le politiche statali sono troppo morbide. Due i fattori principali. Il 42% dei 5.900 miliardi consiste nel costo delle morti premature e dei problemi di salute provocati dall’inquinamento dell’aria, che non sono stati fatti pagare alle aziende fossili. Un altro 29% riflette invece i costi delle ondate di calore e degli altri effetti dei cambiamenti climatici.

Se questa è la situazione, se i sussidi alle fossili sono ancora erogati al ritmo di 11 milioni di dollari al minuto, il vertice sul clima di Glasgow deve avere due priorità molto chiare. Secondo i ricercatori del FMI, è essenziale che la COP26 trovi finalmente un accordo globale sui mercati del carbonio. Tema al centro dei negoziati da anni ma in fase di stallo. Con un prezzo del carbonio riformato, poi, sarebbe più semplice dire addio ai sussidi alle fossili. Non solo quelli espliciti. Il costo di temporeggiare anche questa volta? Entro il 2025, i sussidi alle fossili potrebbero lievitare fino al 7,4% del PIL globale.

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