Bonus facciate: il Fisco aggiorna (tardi) la guida

Arriva a soli tre mesi dalla scadenza l’aggiornamento dell’Agenzia delle Entrate in merito al Bonus Facciate, con le ultime novità in tema di cessione del credito e sconto in fattura

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Photo by Bernard Hermant on Unsplash

Il Bonus facciate consente una detrazione del 60% sulle spese in scadenza al 31 dicembre 2022

(Rinnovabili.it) – Meglio tardi che mai, recita un proverbio decisamente appropriato alla situazione. L’Agenzia delle Entrate ha infatti pubblicato l’aggiornamento di settembre 2022 alla al Bonus Facciate, in scadenza a fine anno.

L’ultima proroga della detrazione dedicata al recupero delle facciate degli edifici situati nei centri storici in zone A e B, o in zone assimilabili in base alle normative regionali, risale alla Legge di Bilancio 2022. La scadenza del bonus facciate si era spostata di un anno, arrivando al 31 dicembre 2022, ma con una percentuale di detrazione ridotta dal 90 al 60%.

Da allora ad oggi, numerose correzioni normative si sono susseguite, andando a modificare soprattutto il meccanismo di cessione del credito e sconto in fattura. Vediamo dunque le novità trattate dal vademecum aggiornato del Fisco.

A chi è destinato il Bonus

Prima di tutto è bene ricordare le condizioni indispensabili per poter accedere alla detrazione d’imposta del 60%. Il bonus può essere usufruito da tutti, inquilini, proprietari, persone fisiche ed imprese, ma esclusivamente per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna (visibile da suolo pubblico) di edifici esistenti e situati in zone A e B (D.m. n.1444/1968) o zone assimilabili per regolamento regionale o comunale.

Sono agevolabili i lavori per il rinnovo e il consolidamento della facciata, inclusa la semplice pulitura o tinteggiatura, gli interventi sui balconi, sugli ornamenti decorativi ed i fregi. Rientrano nel bonus facciate anche gli interventi sulle grondaie, i pluviali, sui parapetti e sui cornicioni. Possono essere conteggiate anche le spese per l’installazione dei ponteggi e lo smaltimento dei materiali, nonché le tasse per l’occupazione del suolo pubblico e i diritti pagati per i titoli abitativi.

Cessioni del credito e sconto in fattura

Il capitolo più importante della guida è riservato all’aggiornamento al meccanismo di cessione del credito e sconto in fattura. Non avendo un tetto di spesa massimo e potendo recuperare una percentuale inizialmente molto alta (90%) dei lavori, il Bonus Facciate è stato uno dei responsabili delle molteplici frodi perpetrate sfruttando il meccanismo di cessione del credito. Per porre un freno al problema, dal 12 novembre 2021, è stato introdotto l’obbligo per il contribuente di richiedere il visto di conformità e l’asseverazione delle spese, in caso si desideri cedere il credito o avere uno sconto in fattura.

Leggi anche Bonus facciate ed edilizia libera: serve conformità e asseverazione?

Una volta prodotti questi documenti, la Guida ricorda che il credito può essere ceduto 1 volta, con il cd jolly, ad altri soggetti terzi, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari. E 2 ulteriori volte solo a favore delle Banche e di precisi intermediari finanziari individuati dalla norma.

Punto di estrema importanza ed attualità ricordato nella Guida è che questi ultimi soggetti (banche ed intermediari) possono a loro volta cedere il credito acquistato a favore di partite Iva diversi da utenti e consumatori, che abbiano stipulato con la banca un contratto di conto corrente.

Scarica la Guoda completa.

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