Parte il progetto Ue per l’edilizia sostenibile del terzo settore

L’obiettivo finanziare ristrutturazioni edilizie grazie ad uno strumento innovativo che consentirà di accelerare la transizione ecologica e contrastare la povertà energetica. Iniziativa aiuterà a creare finanza buona per gli investimenti energetici a favore di chi è impegnato nel sociale

edilizia sostenibile
Foto di annawaldl da Pixabay

di Tommaso Tetro

Anche l’Enea partecipa al progetto Ser-Social energy renovations

(Rinnovabili.it) – Far crescere l’edilizia sostenibile attraverso le ristrutturazioni E soprattutto farlo nel terzo settore. E’ questo l’obiettivo del progetto europeo Ser-Social energy renovations, uno strumento innovativo che consentirà di accelerare la transizione ecologica e contrastare la povertà energetica. All’iniziativa partecipano la società spagnola GNE Finance, e per l’Italia, tra le altre, l’Enea e il Politecnico di Milano.

“Il terzo settore rappresenta il 13% della forza lavoro europea, 28,3 milioni di lavoratori equivalenti a tempo pieno; ha un peso economico e sociale di estrema importanza – rileva Federico Testa, presidente di Enea – oggi, però, viene considerato un ambito di investimento rischioso ed ha difficoltà di accesso ai finanziamenti. Questo progetto aiuterà a creare finanza buona per gli investimenti energetici a favore di chi è impegnato nel sociale”.

L’iniziativa dedicata all’edilizia sostenibile è finanziata nell’ambito del programma Horizon 2020 e si svilupperà sull’arco di tre anni. Il meccanismo includerà l’analisi e la standardizzazione tecnica della definizione degli interventi di efficientamento energetico degli immobili. I progetti saranno aggregati e sottoposti a valutazione dell’impatto sociale; poi arriveranno a finanziamento, con investimenti sicuri e in linea con i criteri Esg.

I vantaggi dell’edilizia sostenibile

“I vantaggi di questo progetto – spiega Davide Cannarozzi, fondatore e amministratore delegato di GNE Finance – vanno ben oltre il risparmio energetico, perché stimoleranno una ripresa post-Covid inclusiva e verde; secondo le nostre stime nei prossimi 5 anni verranno attivati 200 milioni di euro di investimenti in energia pulita, circa 3mila nuovi posti di lavoro evitando quasi 900 tonnellate di emissioni di CO2″. 

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Secondo gli ultimi dati disponibili Istat il terzo settore in Italia conta circa 360mila istituzioni attive, con un volume di occupati di oltre 350mila dipendenti. Rispetto al 2001 il numero di enti è aumentato di circa il 53%, e il numero lavoratori ha registrato un pari incremento. Rilevante anche la crescita dell’incidenza del non-profit rispetto ai settori produttivi ‘profit’. Tra il 2001 e il 2018, la percentuale di istituzioni del terzo settore rispetto alle imprese è cresciuta dal 5,8% al 8,2% e, in termini di occupati, l’incidenza è aumentata dal 4,8% al 6,9%.

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