Archeologia e innovazione: la nuova challenge di Enel a tutela del patrimonio storico-archeologico e culturale

Enel Green Power lancia una nuova sfida agli innovatori di tutto il mondo: soluzioni innovative per il rilevamento automatico di reperti archeologici di piccole dimensioni dispersi su ampie aree in superficie, o parzialmente interrati. Una soluzione essenziale per preservare il nostro patrimonio storico e culturale prima dell’avvio delle fasi di sviluppo e realizzazione degli impianti rinnovabili.

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(Rinnovabili.it) – Guardare al futuro preservando il passato. Potrebbe riassumersi così la nuova sfida su archeologia e innovazione lanciata da Enel Green Power a dipendenti, startup, imprese e ricercatori.

La challenge è dal 29 aprile on line su Open Innovability, la piattaforma innovativa di Enel per il crowdsourcing, finalizzata allo scouting di nuove proposte e idee. Una community virtuale che cresce di giorno in giorno attorno alla filosofia Open Power, cifra distintiva del gruppo. Open Power significa aprire l’accesso all’energia a più persone possibili, ma anche spalancare le porte del mondo energetico a tecnologie più sostenibili. 

E la sostenibilità è uno dei caratteri distintivi anche della nuova call. L’obiettivo è sfidante: implementare soluzioni innovative per il rilevamento automatico di piccoli reperti archeologici dispersi su ampie aree. Nel dettaglio Enel Green Power è alla ricerca di tecniche non distruttive per rilevare automaticamente reperti di differente tipologia quali frammenti fittili, utensili litici o metallici, resti ossei e altri oggetti di piccole dimensioni. 

Le indagini archeologiche sono un passaggio obbligato durante le fasi preliminari dei progetti; migliorarne l’efficienza e l’efficacia significa sia aiutare a proteggere il passato di un determinato luogo, che tutelarne il futuro.

Reperti rilevati e identificati non correttamente e tempestivamente, potrebbero dare luogo a ritardi nella realizzazione degli impianti o in alcuni casi rendere necessarie attività di riprogettazione. Questo può essere evitato adottando metodi innovativi rispetto alle tecniche usate convenzionalmente che a volte implicano un impiego considerevole di risorse e di tempo da parte di operatori tecnici esperti. I ground penetrating radar, ad esempio, rappresentano delle valide soluzioni per applicazione in ambito archeologico, tuttavia presentano dei limiti nell’individuazione di reperti archeologici di piccole dimensioni e di varia tipologia, distribuiti in superficie.

La sfida di Open Innovability: in palio 15mila dollari

La sinergia tra archeologia e innovazione è fondamentale per proteggere e preservare la nostra eredità storica e culturale. Nonostante il campo specifico d’applicazione sia legato al mondo dello sviluppo industriale, e in particolare allo sviluppo delle rinnovabili, attraverso tale sinergia è possibile trasformare le scoperte in nuove opportunità per aggiungere valore ai progetti. 

La challenge di Enel è aperta ai dipendenti, ricercatori e innovatori esterni. Enel Green Power è, infatti, alla ricerca di tecniche innovative, non distruttive, per rilevare automaticamente reperti archeologici di piccole dimensioni superficiali o parzialmente interrati dispersi su ampie aree. Le proposte devono rispettare requisiti tecnici come la capacità di individuare frammenti caratterizzati da dimensioni diverse, a partire da pochi millimetri fino a diversi centimetri, e costituiti da materiali diversi (e.g. ceramica, pietra, legno, osso, metallo) adattandosi a diverse tipologie di territorio e di suolo.

Le soluzioni proposte dovranno, inoltre, essere in  grado di analizzare centinaia o migliaia di ettari di superficie in un tempo ridotto rispetto alle tecniche tradizionali, senza danneggiare i reperti né il sito.

Una sfida ambiziosa che vede in palio 15mila dollari da assegnare all’idea vincente. E come tutte le “challenges” di Open Innovability anche questa si ispira agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda ONU 2030. Per la precisione, coinvolge l’obiettivo nove (SDG 9) “Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile” e l’11 (SDG 11) “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”.

Per partecipare è necessario proporre il proprio progetto su Open Innovability, c’è tempo sino al 29 maggio 2020. Le proposte dovranno contenere una dettagliata descrizione della tecnologia, specificando il grado di applicabilità (vantaggi e svantaggi) ed includendo dati, casi-studio ed ulteriore documentazione a supporto.

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