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Ambulanza ad energia solare, la sua prima missione in Kenya

Autonomia di 715 km, celle fotovoltaiche ABC e apparecchiature mediche di bordo: come il prototipo olandese punta a rivoluzionare l'assistenza sanitaria nelle zone più isolate del mondo

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Ambulanza solare, la prima al mondo: la sua prima missione in Kenya
Immagine fornita da Università di Tecnologia di Eindhoven

La prima ambulanza ad energia solare al mondo: come funziona

Un’ambulanza alimentata da energia solare per operare nelle zone più remote, dove il carburante può essere un limite ad interventi di emergenza. Arriva dall’Olanda un veicolo dall’aspetto futuristico, molto distante dal concetto standard di ambulanza, con pannelli solari sul tetto che alimentano il motore e le apparecchiature mediche all’interno: dalle macchine a raggi X ai defibrillatori.

Ambulanza solare: com’è fatta

L’ambulanza a due posti, denominata Stella Juva, può raggiungere una velocità massima di 120 chilometri orari ed è progettata per terreni inaccessibili ad una comune ambulanza. Il mezzo ha un’autonomia molto importante, 715 chilometri, garantiti dalla batteria ricaricabile. “Stella Juva è perfettamente attrezzata per fornire assistenza medica in aree difficilmente raggiungibili“, ha affermato il responsabile del progetto Mathijs van Gerven, studente di ingegneria biomedica di 21 anni presso l’Università di Tecnologia di Eindhoven.

Tecnologia e celle solari

Sul tetto sono integrate celle solari ad altissima efficienza con tecnologia ABC sviluppate in collaborazione con il partner AIKO. Questo sistema elimina i contatti metallici sulla parte anteriore dei pannelli per massimizzare l’assorbimento della luce solare anche in condizioni di ombra o nuvolosità.

La metallizzazione avanzata delle celle riduce il rischio di micro-crepe dovute alle continue vibrazioni della guida fuoristrada, garantendo un’elevata resistenza alle altissime temperature tipiche dei climi desertici o tropicali. L’intero veicolo è costruito facendo ampio uso di materiali compositi e fibra di carbonio, riducendo il peso complessivo dell’auto per minimizzare i consumi e massimizzare la resa dei pannelli.

L’impianto elettrico è bidirezionale, per cui Stella Juva funziona come una vera e propria centrale elettrica mobile: in caso di assenza totale di rete elettrica, può erogare energia all’esterno per alimentare piccoli campi medici, tende da campo o impianti di illuminazione d’emergenza.

Le sospensioni rinforzate e gli pneumatici specifici sono pensati per assorbire urti su solchi, sabbia e fango, proteggendo sia gli occupanti sia le delicate apparecchiature elettroniche da forti sollecitazioni meccaniche.

Strumenti medici a bordo

La parte anteriore del veicolo presenta un cruscotto che mostra la velocità e il livello di carica della batteria, mentre le apparecchiature mediche sono alloggiate nella parte posteriore. Rispetto al veicolo ordinario di supporto agli ospedali, questa ambulanza è stata progettata per portare l‘assistenza sanitaria al paziente a domicilio, anziché trasportarlo indietro. Contiene kit per i test della tubercolosi, celle frigorifere per la conservazione dei vaccini e apparecchiature per ecografie per le donne in gravidanza.

Missione inizia in Kenya

Infatti Stella Juva inizierà la sua missione di soccorso in Kenya, perché il problema che affligge molti paesi africani è la grande distanza tra i villaggi più remoti e le strutture sanitarie. “I trasporti pubblici sono scarsi, il carburante è molto costoso e le reti elettriche sono inaffidabili. Pertanto, un’innovazione davvero geniale come Stella Juva può aiutarci a risolvere queste grandi sfide nell’erogazione dell’assistenza sanitaria“, ha affermato uno dei responsabili del progetto.

Trattandosi di un prototipo, però, la vera sfida si sposta ora sulla produzione su larga scala. Il team fa appello al mondo dell’innovazione affinché questo progetto non resti un caso isolato: «Siamo solo un gruppo di studenti e abbiamo fatto tutto questo in dodici mesi. L’industria tecnologica dovrebbe essere in grado di fare molto meglio e molto più velocemente», è l’invito lanciato ai giganti del settore. «Invitiamo qualsiasi azienda e partner industriale a farsi avanti: vogliamo ampliare questo progetto e portarlo nel mondo insieme a voi».

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.