Sequestro di carbonio: dagli USA, un nuovo metodo per migliorare la gestione del suolo

Attraverso la lente della complessità funzionale, un team della Cornell University studia le comunità microbiche per comprendere i meccanismi della persistenza del carbonio nel suolo.

Gestione del suolo
Credits: congerdesign da Pixabay

Una ricerca suggerisce un modello di gestione del suolo basato sul comportamento dei microbi

(Rinnovabili.it) – In un articolo pubblicato su Nature Geoscience, un gruppo di scienziati della Cornell University ha analizzato l’importanza di sviluppare nuovi modelli di gestione del suolo che riflettano più accuratamente i processi di immagazzinamento del carbonio, al fine di ridurre efficacemente l’anidride carbonica atmosferica.

“Nel suolo, tutto è vivace e cambia continuamente su base giornaliera o oraria, ha dichiarato Johannes Lehmann, professore di biogeochimica del suolo e autore principale della ricerca. Utilizzando l’analogia di una strada affollata durante l’ora di punta, Lehmann spiega che “i microrganismi sono sulla strada, ma il carbonio scompare rapidamente dietro l’angolo o si nasconde nelle fessure. In questo modo, i microrganismi nei suoli che consumano carbonio non possono mai essere sicuri di come sarà il domani.

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Per correre ai ripari rispetto a questa “incertezza” dei microrganismi, che vedono il carbonio ma non riescono a catturarlo, il team di ricerca propone la creazione di nuovi modelli di gestione del suolo che tengano conto della persistenza del carbonio, vale a dire di tutti quei processi che ne influenzano lo stoccaggio e la ri-emissione.

Per fare questo, il team ha usato la lente della cosiddetta complessità funzionale, cioè l’analisi accurata dell’interazione tra tempo e spazio nella struttura molecolare mutevole del carbonio nel suolo, che ne guida il sequestro.

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Nello specifico, i ricercatori hanno studiato la persistenza del carbonio attraverso l’osservazione dei microbi decompositori, per capire l’interazione tra la variazione spaziale e temporale, la diversità molecolare e la decomposizione. In questo modo, ad esempio, sono stati in grado di misurare la variazione della domanda metabolica a seconda dei diversi livelli di umidità, in modo da capire meglio il comportamento della comunità microbica e prevedere, di conseguenza, i cambiamenti del carbonio presente nel suolo.

La ricerca, dunque, suggerisce che piuttosto che attraverso azioni una tantum, una gestione del suolo che ha come obiettivo il miglioramento dell’azione di sequestro del carbonio può essere effettuata con continui piccoli aggiustamenti e cambiamenti, in grado di tenere conto delle variazioni del comportamento dei microbi nel tempo e nello spazio.

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