A Sines, in Portogallo, nasce SIN01, il primo campus interamente alimentato da rinnovabili progettato per l’IA.

Nel porto industriale di Sines, in Portogallo, un’ex centrale elettrica dismessa è diventata il cuore pulsante di uno dei progetti tecnologici più avanzati d’Europa. Qui è sorto SIN01, il primo modulo operativo di un campus da 1,2 GW interamente dedicato all’intelligenza artificiale. Il suo tratto distintivo? È il primo data center AI raffreddato con l’acqua del mare, in grado di restituire all’Oceano Atlantico acqua solo un grado più calda, senza aggiunta di sostanze chimiche. Un impianto da 26 MW costruito da Schneider Electric e Start Campus, che ha trasformato una sfida infrastrutturale in un modello globale di sostenibilità.
Un data center AI raffreddato con l’acqua del mare per superare i limiti degli impianti tradizionali
La domanda energetica generata dai carichi computazionali dell’IA sta rapidamente superando le capacità dei data center convenzionali. SIN01 è stato progettato per questo nuovo paradigma, dove il raffreddamento è la variabile chiave. Mentre gli impianti tradizionali si basano su sistemi ad aria o a liquido interni, il campus portoghese ha scelto una soluzione circolare: riutilizzare le infrastrutture marittime della vecchia centrale e impiegare acqua oceanica come fluido di raffreddamento primario.
“È la prima volta che si realizza un data center AI raffreddato con l’acqua del mare su scala industriale”, spiega Pablo Ruiz Escribano, vicepresidente di Schneider Electric Europe. “All’inizio nessuno credeva fosse possibile. Ora è realtà”. Una realtà che consente anche un recupero termico secondario: il calore estratto potrà essere impiegato per applicazioni locali. In parallelo, sistemi EcoStruxure garantiscono il monitoraggio in tempo reale di tutti i flussi energetici.
Sostenibilità monitorata: l’intero ciclo vitale sotto controllo
SIN01 è un impianto nato per durare, con una gestione ambientale pensata fin dall’inizio. Il progetto è seguito da due centri di ricerca indipendenti, con monitoraggi subacquei mensili e relazioni trimestrali sull’impatto ecosistemico del raffreddamento. India Oliveira, responsabile sostenibilità di Start Campus, chiarisce che l’effetto del riscaldamento dell’acqua scaricata è minimo, e che alcune specie marine ne trarranno addirittura beneficio.
Ma il vero salto di qualità arriva con l’uso dell’IA nel controllo delle emissioni. Grazie a un innovativo sistema di modellazione del carbonio integrato nel BIM (Building Information Model), è possibile prevedere, testare e ottimizzare l’impatto ambientale già in fase di progettazione. “Possiamo cambiare materiali in tempo reale per ridurre la CO₂ prima ancora di costruire”, spiega Oliveira. “Valutiamo le emissioni lungo tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla logistica”.
L’intelligenza artificiale dentro e fuori i rack
Il data center AI raffreddato con l’acqua del mare non è solo costruito per ospitare sistemi IA: è governato dall’IA stessa. Dalla sorveglianza con robot dotati di visione automatica ai modelli predittivi per la manutenzione, ogni attività è ottimizzata per evitare interventi superflui e ridurre l’uso di risorse.
“L’IA oggi è come l’elettricità un secolo fa: sta trasformando tutto”, afferma Pablo Ruiz Escribano. “E cambia anche il modo in cui costruiamo. Il futuro dei data center sarà standardizzato, prefabbricato e veloce. Così ridurremo anche le emissioni, semplificando la logistica e tagliando tempi e costi”.
In questo contesto, la partnership tra Start Campus e Schneider Electric si distingue per trasparenza e capacità di adattamento: “Non avevamo soluzioni di raffreddamento a liquido quando è iniziato il progetto. Ma lavorando insieme le abbiamo integrate nella nostra offerta”, prosegue Ruiz Escribano.
Investimenti, occupazione e replicabilità del data center AI raffreddato con l’acqua del mare
Il progetto ha già ricevuto la designazione di “Progetto di Interesse Nazionale” da parte del governo portoghese. Start Campus prevede fino a 1.200 assunzioni dirette e oltre 9.000 posti di lavoro indiretti. Un piano da 8,5 miliardi di euro che poggia su vantaggi strutturali: energia rinnovabile a basso costo e un’infrastruttura di rete con oltre 1 GW di capacità già garantita.
E mentre altri mercati europei faticano ad accedere a nuove connessioni, il modello SIN01 dimostra come sia possibile conciliare potenza, scalabilità e impatto ambientale contenuto. “Quando abbiamo iniziato, l’IA non era ancora parte del progetto”, ricorda Oliveira. “Ma ora che lo è, abbiamo potuto espanderci senza modificare l’impatto sul territorio. I nostri sistemi erano già dimensionati per un futuro più denso e più efficiente”.
Conclude Ruiz Escribano: “Se dovessi descrivere SIN01 in una parola, direi ‘disruption’. È la prova concreta che si può costruire in modo completamente diverso”.













