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Energia, AERO a Taranto per promuovere i porti come hub della transizione energetica

Mamone Capria: "eolico offshore come rotta industriale fondamentale per il rilancio del territorio".

Pixabay

AERO a Taranto per l’evento strategico sulla pianificazione dei sistemi portuali

L’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO) il 27 marzo ha partecipato all’evento strategico sulla pianificazione dei sistemi portuali tenutosi a Taranto. Il Presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria, è intervenuto nel panel: “Retroportualità sostenibile e rigenerazione urbana”, moderato da Alessandro Galimberti de Il Sole 24 ORE, al fianco di rappresentanti delle istituzioni e del sistema portuale nazionale. Al centro del dibattito, il ruolo dei porti italiani non più solo come semplici nodi logistici, ma come veri e propri motori industriali imprescindibili per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e 2050.

I porti come hub della transizione energetica

“La sfida dell’eolico offshore – in particolare quello galleggiante – richiede una visione che integri infrastrutture marittime e rigenerazione del territorio. I porti devono trasformarsi in hub specializzati per l’assemblaggio, il varo e la manutenzione delle grandi turbine, diventando il fulcro di una nuova economia del mare che genera occupazione e valore aggiunto. Convertire i porti in hub logistici per le rinnovabili significa creare migliaia di posti di lavoro qualificati come lo abbiamo recentemente dimostrato nello studio realizzato da Intesa SanPaolo, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Prometeia e Owemes”, ha dichiarato il Presidente Mamone Capria.

“Taranto, con la sua storica vocazione industriale e la posizione baricentrica nel Mediterraneo, rappresenta il laboratorio ideale per questa trasformazione. Tuttavia, per passare dalla progettazione alla realtà, c’è l’urgenza di una semplificazione normativa e di una pianificazione certa delle aste del decreto FER2. L’eolico offshore è una tecnologia ormai matura e già realizzata in Francia e Gran Bretagna. L’Italia ha, quindi, la necessità di rendersi indipendente energeticamente con un mix di produzione da fonti rinnovabili, costruendo una politica di pianificazione strategica che renda il nostro sistema più resiliente, sicuro ed efficiente a livello di costi. L’eolico offshore, tecnologia per sua natura infrastrutturale, può rispondere a questa necessità”, prosegue il Presidente di AERO.

“L’appello che rivolgiamo a tutti è quello di fare squadra. Autorità di Sistema Portuale, Governo e imprese, siamo tutti chiamati a lavorare per concretizzare i tanti progetti già presentati e dare risposte occupazionali al Mezzogiorno. Chiediamo al MASE di accelerare il trasferimento dei fondi dedicati a Taranto e ad Augusta, per la realizzazione delle opere infrastrutturali dedicate ai cantieri per l’eolico offshore, affinché si possa riconquistare quel ruolo centrale che l’Italia merita di avere quale hub tecnologico dell’energia pulita nel Mediterraneo”, ha concluso Mamone Capria.

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