La settima tornata dei Contracts for Difference riporta Londra su una traiettoria di crescita dell’eolico marino, riducendo costi, rischi e dipendenza dal gas

L’Allocation Round 7 segna un cambio di passo per l’eolico offshore britannico
Il governo del Regno Unito ha assegnato la quota record di 8,4 GW nella più grande asta eolica offshore mai realizzata in Europa, con prezzi medi circa il 40% più bassi rispetto ai nuovi impianti a gas, 22 miliardi di sterline di investimenti privati attivati e circa 7.000 posti di lavoro sostenuti lungo la filiera.
Il risultato arriva con l’Allocation Round 7 dei Contracts for Difference riporta il Paese in carreggiata verso l’obiettivo di elettricità pulita al 2030 e rafforza la sicurezza energetica nazionale.
Gli Allocation Round sono tornate di gara periodiche con cui il governo britannico assegna i Contratti per differenza (CfD) ai progetti di produzione elettrica a basse emissioni, come eolico offshore, eolico onshore, solare e altre tecnologie.
La capacità aggiudicata potrà generare elettricità equivalente al fabbisogno di oltre 12 milioni di abitazioni, con progetti distribuiti in tutte le nazioni del Regno Unito, inclusi i primi successi recenti per Scozia e Galles.
I dati ufficiali mostrano che l’eolico offshore resta più competitivo di gas e nucleare e contribuisce a ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei mercati fossili.
Perché l’asta sull’eolico offshore nel Regno Unito è storica per capacità e prezzi
L’ultimo round d’asta per l’eolico offshore britannico segna un primato europeo: 8,4 GW assegnati in un’unica tornata, il più grande procurement mai realizzato nel settore. La capacità comprende impianti a fondazione fissa e quasi 200 MW di flottante, in un contesto globale complesso per l’industria.
Il risultato ribalta l’esito negativo dell’asta 2023 (AR5), che non aveva assegnato alcun progetto, e un AR6 di ripartenza. Con l’AR7, il Regno Unito torna ad attrarre un’ampia competizione: 19 progetti eleggibili per 24 GW potenziali.
Sul fronte dei costi, i prezzi medi di aggiudicazione per l’eolico offshore a fondazione fissa sono £90,91/MWh (media ponderata), pari a £91,20/MWh in Inghilterra e Galles e £89,49/MWh in Scozia.
In termini comparativi, la costruzione e l’esercizio di un nuovo impianto a gas sono stimati a £147/MWh, mentre il nucleare si colloca intorno a £124/MWh. La differenza rende l’eolico offshore circa il 40% più economico del gas e quasi 30% del nucleare.
Quanta elettricità produrrà l’eolico offshore e cosa significa per i consumatori
La capacità assegnata potrà produrre elettricità equivalente ai consumi di oltre 12 milioni di abitazioni, una stima calcolata su dati ufficiali di consumo e fattori di carico specifici per tecnologia.
L’impatto sui prezzi all’ingrosso è rilevante: l’aumento della quota rinnovabile ha già ridotto i prezzi elettrici fino a un quarto nel 2024, pari a circa £25/MWh.
Nel confronto con l’alternativa gas, l’energia prodotta dai nuovi parchi eolici offshore potrebbe far risparmiare quasi £1,7 miliardi l’anno ai consumatori, grazie a prezzi stabili e prevedibili garantiti dai Contratti per Differenza.
Quali progetti hanno vinto l’asta dell’eolico offshore
I contratti sono stati assegnati a progetti distribuiti in tutto il Paese. Tra i principali figurano Dogger Bank South al largo dello Yorkshire, Norfolk Vanguard East e West nell’Est dell’Inghilterra e Berwick Bank nel Mare del Nord, destinato a diventare il più grande progetto offshore al mondo.
In Galles, Awel y Môr segna il primo progetto vincente da oltre dieci anni. Sul fronte dell’innovazione, il flottante avanza con Erebus nel Mar Celtico e Pentland in Scozia.
Le capacità assegnate spaziano da 775 MW a 3.000 MW per i grandi impianti a fondazione fissa, mentre il flottante ottiene circa 192 MW complessivi, con prezzi di aggiudicazione più elevati (£216,46/MWh) coerenti con lo stadio di sviluppo tecnologico.
Una boccata d’aria per la filiera
L’asta sblocca circa £22 miliardi di investimenti privati e sostiene circa 7.000 posti di lavoro, con ricadute diffuse dalle Highlands scozzesi al Mar Celtico.
La dimensione industriale è rafforzata da operazioni di partnership e “farming down” che distribuiscono il rischio finanziario dei grandi progetti. È il caso dell’accordo tra RWE e KKR per Norfolk Vanguard East e West, che richiederanno oltre 15 miliardi di dollari tra sviluppo e capitale per l’entrata in esercizio tra il 2029 e il 2030.
La stabilità dei ricavi offerta dai CfD favorisce la bancabilità e consolida una pipeline che supera 10 GW già operativi e 25 GW in sviluppo, gestiti dalla Low Carbon Contracts Company.
Il ruolo dei Contrats for Difference nell’eolico offshore
Il successo dell’AR7 è legato al sistema dei Contrats for Difference, che riducono l’esposizione alla volatilità dei prezzi garantendo un prezzo di riferimento per l’energia prodotta.
Il budget iniziale per l’offshore a fondazione fissa è stato incrementato fino a £1,79 miliardi per assicurare capacità aggiuntiva considerata conveniente per le famiglie.
Secondo la Low Carbon Contracts Company, l’ente pubblico che gestisce operativamente i Contracts for Difference per conto del governo britannico, i CfD garantiscono agli investitori entrate stabili nel lungo periodo e permettono allo Stato di incassare la differenza quando i prezzi di mercato dell’elettricità superano quelli fissati dal contratto, con un beneficio diretto per i consumatori.
Il ruolo delle rinnovabili per la stabilità dei prezzi nel lungo periodo
Accelerare l’eolico offshore riduce l’esposizione del Regno Unito alle fluttuazioni dei mercati fossili. Negli ultimi decenni, la volatilità del gas ha contribuito a numerose recessioni e, più di recente, a picchi di prezzo superiori al 15% in una sola settimana in seguito a tensioni geopolitiche.
L’aumento della produzione domestica di elettricità pulita rafforza la resilienza del sistema e accompagna misure di bilancio già adottate per ridurre i costi in bolletta.
Nel medio periodo, con una domanda elettrica che si prevede possa più che raddoppiare entro il 2050, l’eolico offshore, insieme a solare ed eolico onshore, resta tra le opzioni più economiche per costruire nuova capacità e garantire sicurezza degli approvvigionamenti.













