Mamone Capria: “L'Italia è pronta, ora trasformiamo i progetti in cantieri”.

AERO a Renpower Italy 2026 per tracciare la rotta del settore delle rinnovabili offshore
In occasione del summit Renpower Italy 2026 tenutosi il 19 febbraio a Milano, il Presidente di AERO (Associazione Energie Rinnovabili Offshore) è intervenuto per tracciare la rotta del settore delle rinnovabili offshore, sottolineando l’urgenza di una politica industriale coraggiosa per non perdere il treno della transizione energetica che viene dal mare.
“La lettera inviata da AERO lo scorso novembre al MASE era un grido d’allarme necessario: il rischio di fuga degli investitori verso mercati più pronti è reale. Occorre prendere delle decisioni rapide sul decreto FER2 e accelerare la partenza delle aste. La proposta di migliorare la tariffa in decreto può essere utile, ma anche un po’ tardiva rispetto alle segnalazioni da noi suggerite subito dopo la pubblicazione del decreto nell’agosto 2024. Confidiamo che gli uffici competenti del MASE sappiano trovare, con equilibrio e in tempi rapidi, le giuste soluzioni per far partire entro il 2026 le aste del GSE”, ha dichiarato il Presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria.
La centralità dell’eolico offshore per l’economia nazionale
Rispondendo alle critiche su costi e impatti paesaggistici, il Presidente ha poi ribadito la centralità dell’eolico offshore per l’economia nazionale: “Non possiamo più permetterci di considerare l’eolico offshore un lusso o un disturbo estetico. Al contrario, è la risposta nel lungo periodo al caro-energia che affligge le nostre imprese e i cittadini. Produrre energia pulita su larga scala significa garantire stabilità ai prezzi e indipendenza energetica. Per quanto riguarda l’impatto, le moderne tecnologie e la distanza dalla costa, minimizzano l’impatto visivo e offrono opportunità uniche per la rigenerazione della biodiversità marina”.
Infine, il Presidente ha risposto con fermezza sul futuro del settore, citando la crescita dell’associazione che oggi conta oltre 60 imprese: “Il caso di Beleolico a Taranto e i suoi 13 anni di iter autorizzativo sono il simbolo di un’Italia che non vogliamo più vedere. Ma oggi il vento è cambiato. AERO rappresenta una filiera industriale pronta, crescente e competitiva. Chiedersi se convenga investire in altre tecnologie è un falso dilemma: l’offshore non esclude le altre fonti, ma è l’unica in grado di fornire i volumi di energia necessari a decarbonizzare il Paese. L’Italia non è solo pronta, è in attesa che la burocrazia corra alla stessa velocità dell’innovazione”.
Il convegno ha confermato la necessità di un approccio integrato tra settore pubblico e imprese private per garantire che la produzione di energia green diventi il volano per una nuova economia del territorio, in coerenza con le prospettive di sviluppo europee e mondiali.











