Mentre l'Occidente fatica sulla transizione, la Cina accelera con il caso dell'isola di Hainan: stop totale alla vendita di auto a benzina e diesel entro il 2030

Stop auto endotermiche, la Cina fa il primo passo
Mentre l’Europa ha accettato il compromesso con l’industria automotive per non fermare al 100% la produzione delle auto a combustione, in Cina si fa sul serio. Entro il 2030, la provincia di Hainan sarà il primo territorio del Gigante asiatico ad attuare il divieto totale sulla vendita di veicoli con motore endotermico. Una decisione importante, che manda un segnale molto forte al mondo occidentale. Hainan, un’isola con 10 milioni di abitanti, una superficie di 35.400 chilometri quadrati ed una superstrada lunga oltre 600 km è stata scelta come modello pionieristico ed inserita nel 15° piano quinquennale recentemente pubblicato.
Un caso da studiare
L’isola cinese è sicuramente un caso da studiare. Infatti, Hainan già da quest’anno può contare sulle energie rinnovabili come principale fonte energetica per tutta l’isola, inoltre si posiziona al primo posto in Cina per penetrazione del mercato dei veicoli elettrici e al secondo posto per numero totale di veicoli elettrici posseduti tra tutte le regioni amministrative a livello provinciale. Insomma, un vero e proprio caso come riporta CarNewsChina.
Stop auto endotermiche: obiettivi per il 2030
Per raggiungere questo traguardo mondiale, il governo provinciale ha impostato una serie di obiettivi da raggiungere in modo progressivo per garantire una transizione senza intoppi. Entro il 2030 si pianifica di superare il 45% di veicoli elettrici. Lo stesso anno è il limite per la transizione di tutti i veicoli adibiti ad attività pubbliche e sociali, per la raccolta dei rifiuti e per il trasporto passeggeri, che dovranno essere alimentati da energia pulita. La sola eccezione è per veicoli di servizio specializzati. Per supportare la crescita, quindi la necessità crescente di energia elettrica, la provincia sta ampliando la sua rete di ricarica e di infrastrutture.
Non mancano gli ostacoli e le sfide
Per arrivare allo stop delle auto a combustione interna ci sono ostacoli da superare. Come l’integrazione delle infrastrutture di ricarica e rifornimento di idrogeno con la pianificazione urbana, nonché le pressioni sull’approvvigionamento energetico. Inoltre, essendo un’isola situata all’estremità meridionale della rete elettrica, Hainan ha storicamente dovuto affrontare problemi di dipendenza energetica e costi elevati dell’elettricità.
Per questo il governo sta portando avanti una strategia di consolidamento, che entro il 2030 porterà l’autosufficienza energetica dal 24% attuale al 54% attraverso lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile.
L’opinione
Il caso dell’isola di Hainan ha un forte significato simbolico per l’Occidente. La Cina è la vera artefice dei cambiamenti nell’era moderna: trasforma l’industria come e quando vuole, detta le regole e la velocità nel commercio mondiale, è leader nelle energie rinnovabili, nella produzione di batterie e auto elettriche. Insomma è la prima della classe del mondo globalizzato. L’Europa? Troppe divisione tra gli Stati membri non portano mai a soluzioni rapide. Si può solo imparare con umiltà.












