Gli eventi di Super El Niño aumentano la dipendenza dalle fonti fossili e incrementano le emissioni di anidride carbonica.

L’impatto stimato di El Niño sul settore energetico
L’impatto di El Niño sull’energia: l’insorgere delle condizioni meteorologiche conosciute come El Niño ha vasti effetti per il settore energetico.
El Niño può determinare ondate di calore e siccità in alcune aree, forti piogge o clima più fresco in altre e l’aumento delle temperature a livello globale. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, il fenomeno di El Niño del 2026 sarà di forte intensità, arrivando a estendersi anche al 2027 e causando una maggiore probabilità di eventi meteorologici estremi.
Per il settore energetico, tutto ciò si riflette inevitabilmente sulla domanda di gas e sulla produzione di energia solare, eolica e idroelettrica. Le variazioni della copertura nuvolosa, della velocità del vento, delle precipitazioni e dello scioglimento delle nevi hanno infatti un impatto diretto sulla generazione di energia da fonti rinnovabili.
Il fenomeno di El Niño del 2023-2024 ha ridotto la produzione di energia eolica nelle aree centrali degli Stati Uniti e di quella solare in California. Ha contratto la generazione di energia idroelettrica in Cina e in India. Inoltre l’inverno di quell’anno è stato il più caldo mai registrato per i 48 Stati contigui degli USA.
Come El Niño influenza il commercio internazionale dell’energia
El Niño è in grado di influenzare anche il commercio internazionale di energia. Il sistema del Canale di Panama si affida ai laghi per la gestione delle acque, in particolare al lago artificiale di Gatun. La grave condizione di siccità registrata nella regione nel periodo 2023-2024, dovuta in parte proprio a El Niño, ha costretto l’Autorità del Canale di Panama (ACP) a imporre una serie di restrizioni sulle dimensioni delle navi autorizzate a transitare attraverso il canale.
A causa delle restrizioni molte navi metaniere (GNL) dirette in Asia hanno dovuto circumnavigare il Capo di Buona Speranza o dirigersi a Est attraverso il Canale di Suez, ritardando di due o tre settimane i tempi di consegna. Per adesso, i limiti sono superiori rispetto al 2023-2024: il massimo consentito è di circa 14,9 metri ma scenderà a 14,5 metri il 15 agosto.
El Niño e generazione da fotovoltaico
Secondo Wood Mackenzie, per quanto riguarda la generazione di energia solare, le condizioni appaiono sono favorevoli negli Stati Uniti a Est delle Montagne Rocciose, nella Penisola Iberica e in Medio Oriente in autunno, nell’Australia occidentale in inverno, nel Nord-est del Sud America e in India in primavera. Nel complesso, tuttavia, El Niño dovrebbe avere in generale un impatto negativo per gran parte del mondo.
Gli scienziati hanno dimostrato che gli eventi di El Niño riducono l’irraggiamento solare superficiale, causando deficit prolungati nelle regioni dove cresce la penetrazione della tecnologia, tra cui la California, il deserto di Atacama meridionale, il bacino del Chaco, il Medio Oriente e la Cina orientale.
Gli impatti sono particolarmente gravi durante i rari eventi di Super El Niño, come vengono definiti comunemente. Di questi ce ne sono stati solo tre dall’inizio degli anni Ottanta. Gli eventi di Super El Niño, suggerisce uno studio scientifico, riducendo in maniera significativa la generazione fotovoltaica, aumentano la dipendenza dalle fonti fossili di riserva e incrementano le emissioni di anidride carbonica nell’ordine di decine di milioni di tonnellate.
El Niño aumenta inevitabilmente la domanda di raffrescamento
Come suggerisce un’analisi dell’IEA, l’indice gradi-giorni di raffreddamento (cooling degree days) è in aumento in tutto il mondo e in molte regioni tale indice cresce più velocemente rispetto al precedente evento di El Niño del 2023-24. L’indice misura l’eccesso di calore in base ai gradi giornalieri al di sopra di una soglia di temperatura e dunque aiuta a capire quanta energia sia necessaria per raffreddare un edificio.
Nel 2024 in Cina e in Europa i gradi-giorni di raffreddamento sono stati del 25% superiori rispetto al 2020. In Giappone e in Corea, invece, sono stati quasi il 50% superiori. Come spiega l’IEA, le ondate di calore influenzano la domanda di raffrescamento in due modi. In primo luogo, stimolano l’utilizzo dei condizionatori d’aria. Più il caldo è estremo, più i consumatori tendono ad accendere i propri condizionatori. In secondo luogo, le ondate di calore spingono le vendite di nuovi apparecchi, aumentando in generale la diffusione dei condizionatori e determinando in questo modo un impatto strutturale e duraturo nel tempo.
In base alle stime attuali, la domanda di raffrescamento dovrebbe crescere di 1.600 terawattora entro il 2035, toccando una cifra equivalente al fabbisogno elettrico annuale totale di Giappone e Corea messi insieme. Presupponendo un forte evento di El Niño nel 2026-27, l’IEA ha rivisto queste stime e ritiene che la domanda di raffrescamento aumenterà ulteriormente, aggiungendo circa 700 terawattora alla domanda di elettricità prevista entro il 2035. Più del 60% di tale domanda aggiuntiva dipenderebbe dall’uso dei nuovi condizionatori d’aria, mentre la parte restante sarebbe determinata da un maggiore utilizzo degli apparecchi esistenti.












