L'UE rimanda lo scontro commerciale con la Cina.

La Commissione Europea proporrà un nuovo strumento per diversificare e ridurre la propria dipendenza dalla Cina
La Commissione Europea proporrà un nuovo strumento che imporrà alle aziende dell’UE di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento per le forniture strategiche e di ridurre la propria dipendenza dalla Cina. Bruxelles intende proporre questo nuovo meccanismo anche se tale misura dovesse rivelarsi superflua, nel caso le imprese adottassero già di propria iniziativa strategie di riduzione del rischio nei confronti di Pechino. Lo ha dichiarato la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.
Al termine del G7 della settimana scorsa, dove è stato affrontato il tema delle sovraccapacità strutturali e del loro impatto sugli squilibri globali, von der Leyen ha dichiarato: “Negli ultimi cinque anni le importazioni dalla Cina nell’UE sono aumentate del 45%. Lo scorso anno l’Unione Europea ha registrato il maggiore deficit commerciale mai avuto con la RPC, pari a 360 miliardi di euro, ossia quasi 1 miliardo di euro al giorno. Per la prima volta, inoltre, ciascuno Stato Membro ha registrato un disavanzo commerciale nei confronti della Cina. Non stiamo parlando solo di importazioni a basso costo. Siamo di fronte a una sovraccapacità produttiva che erode la nostra base manifatturiera, una situazione semplicemente insostenibile”.
“Le nostre discussioni – ha proseguito la Presidente della Commissione – hanno mostrato un chiaro sostegno alla strategia di diversificazione e di riduzione dei rischi nei rapporti economici. Da un lato, dobbiamo evitare dipendenze che potrebbero essere utilizzate come strumenti di pressione geopolitica. Per questo stiamo accelerando il de-risking, non il disaccoppiamento. Dall’altro, continueremo a proteggere il nostro mercato dalle pratiche sleali”.
“Negli ultimi anni l’Europa si è già dotata di un ampio arsenale di strumenti commerciali. Ora dobbiamo utilizzarli in modo più proattivo e strategico per difendere gli interessi europei. La Commissione lavorerà inoltre a nuovi strumenti, come un meccanismo di diversificazione”.
L’UE rimanda lo scontro commerciale con la Cina
I leader dell’Unione Europea, riunitisi venerdì a Bruxelles subito dopo il G7, hanno privilegiato la linea del dialogo con i principali partner commerciali del blocco sugli squilibri macroeconomici globali, senza escludere tuttavia la valutazione di nuove misure commerciali più dure. Per il momento, nonostante le premesse, Bruxelles sembra aver rinviato lo scontro commerciale con la Cina. Ciò anche a causa delle divisioni all’interno del blocco su come affrontare l’afflusso di importazioni cinesi a basso costo, che hanno eroso la produzione industriale UE. I leader europei infatti hanno invitato la Commissione a valutare l’arsenale di strumenti di difesa commerciale a disposizione dell’UE ed, “eventualmente”, a svilupparne di nuovi.
Il Ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, si recherà a Bruxelles alla fine di giugno per incontrare il Commissario Europeo al Commercio, Maroš Šefčovič. “Tutti ritengono che siano necessarie misure per ridurre la nostra dipendenza“, ha dichiarato il Primo Ministro belga, Bart De Wever, a POLITICO al termine del vertice. “E i sussidi concessi in Cina non sono equi. Dobbiamo rispondere a questa situazione. La Commissione intende proporre delle misure e continueremo a discuterne“.
Uno degli strumenti che i leader europei stanno considerando potrebbe prendere spunto dalle misure tariffarie Section 301 di Trump, utilizzate da Washington sia contro Bruxelles sia contro Pechino. L’idea è stata lanciata il mese scorso da Macron e, sebbene siano emerse preoccupazioni sulla sua compatibilità con le regole del commercio globale, anche altri Stati avrebbero mostrato interesse al riguardo.












