L'incenerimento dei rifiuti contribuisce in maniera rilevante ai cambiamenti climatici, nonostante il recupero energetico sotto forma di elettricità e calore per il teleriscaldamento.

L’UE intende tassare le emissioni degli inceneritori di rifiuti
L’Unione Europea ha intenzione di inserire gli impianti di incenerimento dei rifiuti nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione. Gli inceneritori dei rifiuti dovranno quindi pagare per le proprie emissioni di anidride carbonica, in base ai piani di Bruxelles.
Lo scopo della misura è spingere gli operatori a investire in tecnologie per la cattura delle emissioni. Tuttavia, gli operatori del settore si sono opposti all’inclusione nel sistema ETS perché ritengono di essere penalizzati. Dal loro punto di vista, invece che far pagare i proprietari degli inceneritori sarebbe più giusto prendere di mira le aziende che producono plastica non riciclabile. Questa misura rientra in un progetto più ampio di revisione da parte della Commissione Europea finalizzato a rivedere la principale politica climatica dell’UE. Le industrie interessate dall’EU ETS sono chiamate infatti ad acquistare permessi quando emettono CO2, in base a un meccanismo pensato per conferire incentivi economici a produrre meno emissioni.
La Commissione vorrebbe quindi proporre di aggiungere gli inceneritori all’ETS, ma starebbe ancora discutendo sulle tempistiche, secondo quanto riferito da tre funzionari dell’UE a Reuters. “Sappiamo che questa misura non è appoggiata da tutti in Europa, quindi stiamo valutando come introdurla in maniera progressiva“, ha affermato un funzionario. Un altro funzionario ha dichiarato che la Commissione starebbe pensando al 2031 come data di riferimento, ma sarebbe ancora tutto da definire. La proposta di Bruxelles dovrebbe includere anche un sistema per monitorare le emissioni delle discariche. In questo caso, l’obiettivo sarebbe promuovere un aumento dei volumi del riciclo.
L’azienda di servizi pubblici francese Veolia, che gestisce più di 90 impianti di termovalorizzazione in tutto il mondo, stima che l’inclusione nell’EU ETS farebbe lievitare i costi di gestione dei Comuni di 3,8 miliardi di euro. La responsabile delle politiche di Veolia, Constance Maillard, ha affermato che i Comuni “non hanno alcun controllo sul materiale in ingresso che entra nelle loro strutture e devono trattare i rifiuti indipendentemente da quanta CO2 emettano. È un servizio pubblico“.
Quanta C02 emettono gli inceneritori dei rifiuti
In base alle informazioni riportate dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), a partire da quando i dati storici si sono resi disponibili, l’incenerimento dei rifiuti urbani nell’Unione Europea ha registrato un incremento drastico, crescendo del 96% tra il 1995 e il 2022. In termini assoluti, si è passati da un volume di 30 milioni di tonnellate nel 1995 a 59 milioni di tonnellate nel 2022. L’incenerimento dei rifiuti contribuisce quindi in maniera rilevante ai cambiamenti climatici, nonostante il recupero energetico sotto forma di elettricità e calore per il teleriscaldamento.
Come indica questo studio, l’incenerimento di 1 Mg (megagrammo/tonnellata) di rifiuti urbani negli inceneritori di RSU è associato alla produzione/rilascio di circa 0,7-1,2 Mg di anidride carbonica. La percentuale di carbonio di origine biogenica è solitamente compresa tra il 33 e il 50 percento. Le emissioni di CO2 rilevanti per il clima derivanti dall’incenerimento dei rifiuti sono determinate dalla quota di rifiuti i cui composti di carbonio si presumono di origine fossile. L’attribuzione al carbonio fossile o biogenico ha un’influenza critica sulle quantità calcolate di emissioni climalteranti.












